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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Politica Cinecittà / Viale Antonio Ciamarra

Dalla mafia alla disabilità: ll municipio VII punta al "riscatto" degli immobili confiscati

Un appartamento verrebbe dedicato al progetto “Dopo di Noi”

In passato sono appartenuti ad organizzazioni criminali. Ma nel prossimo futuro potrebbero servire ad accogliere ed offrire servizi destinati alle persone con più fragilità, i cittadini disabili.

I beni confiscati alla criminalità

L’agenzia che amministra i beni sequestrati e confiscati alla criminalità, l’Anbsc, ha due immobili nel territorio che è governato da Francesco Laddaga che interessano l’amministrazione locale. Uno si trova in viale Ciamarra, nel quartiere di Cinecittà est. Si tratta di un appartamento con annesso un magazzino ed un box auto. L’altro edificio è invece si trova a Tor di Mezzavia, in via Ruggero Jacobbi, è ed un locale commerciale a pochi passi da Ikea.

“Ogni anno l’agenzia pubblica la lista dei locali confiscati che si sono resi disponibili ed a cui possono fare richiesta municipi e realtà del terzo settore – ha ricordato il presidente del municipio VII Francesco Laddaga – noi abbiamo espresso interesse, con due memorie di giunta, per un paio di beni. Vorremmo infatti che l’appartamento di Cinecittà est, con le sue pertinenze, fosse messo a disposizione per un progetto del “Dopo di Noi”. Avevamo fatto analoga richiesta lo scorso anno, per un altro immobile”.

Una destinazione che sa di "riscatto"

“Per la nostra amministrazione gli interventi finalizzati a migliorare le condizioni di vita dei residenti con maggiori difficoltà rappresenta una priorità. E chiaramente i cittadini con disabilità grave, rientrano in questa categoria. Purtroppo – ha osservato il minisindaco – gli spazi da destinare all’attuazione della legge ‘dopo di noi’ restano ancora scarsi”. Da qui l’esigenza di richiedere l’utilizzo del bene di viale Ciamarra. Per quanto riguarda invece il locale nella zona di Ikea “vorremmo che venisse impiegato per mettere in campo dei progetti che siano legati sempre alla disabilità. Se l’agenzia accetterà la nostra proposta, i locali saranno messi a bando e chiunque, in base alle finalità descritte, potrà parteciparvi”.

Sarebbe un modo per “riscattare”, anche sul piano morale, la finalità di quegli immobili. Gestiti dalla criminalità organizzata, finirebbero infatti per essere impiegati per supportare le persone con disabilità e le loro famiglie.
 

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