Lunedì, 22 Luglio 2024
Politica / Don Bosco / Via Tuscolana, 695

Un immobile confiscato alla criminalità a Roma ospiterà attività sociali per i detenuti

Pubblicato l'avviso pubblico per la concessione dell'immobile sottratto alla criminalità organizzata che si trova in via Tuscolana 695

Un immobile confiscato alla criminalità organizzata rinascerà come sede di attività sociali e di reinserimento nel tessuto sociale, culturale e lavorativo di persone detenute o ex detenute. L’avviso per la concessione della struttura, che si trova in via Tuscolana 695, è stato pubblicato lo scorso 3 luglio.

Un luogo per il riscatto dei detenuti

L’immobile, in cui dovranno svolgersi attività sociali per detenuti ed ex detenuti, sarà concesso a titolo gratuito per sei anni. La concessione potrà poi essere prorogata per altri sei. Associazioni, comunità e organizzazioni di volontariato che intendono partecipare dovranno presentare, entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso pubblico “una proposta progettuale dettagliata - si legge nel documento - indicando gli obiettivi generali e specifici dell’attività, nonché le modalità e gli strumenti attraverso cui realizzare l’interesse pubblico, tenendo conto del tessuto sociale e urbanistico, della tipologia dei soggetti destinatari con l’obiettivo di realizzare sinergie e relazioni di rete con iniziative già operanti nel quartiere e nel più ampio contesto cittadino”. La presentazione del progetto varrà come impegno, in caso di aggiudicazione, a portare avanti, per tutta la durata della concessione, le attività proposte, pena la revoca del rapporto di concessione. Sarà poi costituita un’apposita commissione che dovrà valutare tutti i progetti pervenuti e stilare la relativa graduatoria. Roma Capitale provvederà successivamente, con un atto dirigenziale, alla conseguente aggiudicazione.

Beni confiscati alle mafie, il Comune di Roma è virtuoso

Secondo il report “RimanDati” di Libera, Roma è tra i comuni più virtuosi per trasparenza, con un ranking di 74.6, oltre la media nazionale. E proprio la Capitale, tra le grandi città, è (quasi) un fiore all'occhiello. Non va, invece, altrettanto bene nel resto della regione, dove quasi la metà dei comuni non pubblicano gli elenchi dei beni confiscati.

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