Giovedì, 18 Luglio 2024
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Anche Italia Nostra contro i rottamatori alla Barbuta: "Regione vincoli l'area"

L'appello dell'associazione contro la decisione del Comune di Roma di trasferire gli sfasciacarrozze sul terreno dell'ex campo rom

Si infiamma la protesta contro il trasferimento degli autodemolitori romani nell'area della Barbuta, a ridosso del comune di Ciampino. Dopo le polemiche da parte dell'amministrazione locale e di un nutrito gruppo di cittadini del territorio, anche l'associazione Italia Nostra annuncia battaglia, se necessario anche legale. Nello specifico parliamo del terreno di via di Ciampino che per quasi 15 anni ha ospitato un campo rom, sgomberato lo scorso settembre. Al momento il Comune di Roma vorrebbe trasferirvi gli sfasciacarrozze e sta producendo una serie di carte dettagliate del progetto da trasferire agli uffici della Regione Lazio. Ma è proprio alla Regione che si appella Italia Nostra.

La Regione vincoli la Barbuta

Vincolare quei terreni e inglobarli nel parco dell'Appia antica, non concedendo a Roma "la bieca autorizzazione" - attaccano gli attivisti - per dislocarvi gli autodemolitori. È questa la richiesta inoltrata dalla sezione di Ciampino e da quella romana che fanno capo all'associazione, da tempo impegnata sul fronte della salvaguardia del patrimonio storico, artistico e naturale sul territorio nazionale. Quella della Barbuta, che prende dall'antica "borgata Barbuta", sarebbe infatti "un'area preziosa", perché funzionale all'unione del parco dell'Appia antica con il parco dei Castelli Romani, un vecchio e maestoso progetto che fu del noto intelletturale ambientalista Antonio Cederna. Insomma, "un barbaro attacco al territorio" quello definito dall'associazione pronta a tutto pur di fermare l'arrivo dei rottamatori. 

Il trasferimento dei rottamatori 

D'altra parte Roma sta puntando tutto sull'area della Barbuta per risolvere dopo decenni la questione del trasferimento delle attività, potenzialmente dannose per l'ambiente, fuori dal Grande raccordo anulare. Secondo i primi studi effettuati dai tecnici capitolini, il terreno potrà ospitare tutte le circa cento attività dislocate sul territorio comunale, da via del Foro Italico a via dell'Almone, che avranno la possibilità di partecipare a un bando. 

Tra loro c'è anche chi sarà invece obbligato a spostarsi, vedi i 26 sfasciacarrozze presenti nel parco archeologico di Centocelle, collocato su un terreno di proprietà privata ma che successivamente alla loro presenza è stato vincolato (con vincolo paesistico relativo al comprensorio Ad Duas Lauros, apposto con decreto del 21 ottobre 1995 dal ministero per i Beni culturali), occupando circa quattro ettari del confine orientale dell'area verde, dove è in corso la progettazione di un masterplan per la riqualificazione. Gli stessi sono rimasti coinvolti in un pesante incendio lo scorso luglio che ha visto decine di carcasse di auto andare a fuoco, con fumi tossici arrivati fino alle finestre dei cittadini. Proprio il rogo ha velocizzato le pratiche per l'avvio della delocalizzazione, una battaglia lontanissima nel tempo e mai portata a termine. 

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