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Dall'ex Miralanza alla stazione Tuscolana, bando internazionale per trasformare cinque immobili

L'elenco di stabili fa parte di un piano più ampio di valorizzazione del patrimonio pubblico approvato martedì in Aula Giulio Cesare. Polemiche sull'ex scuola sgomberata

Un mix tra servizi, case e uffici. Con grande attenzione alla sostenibilità ambientale. Roma è pronta a trasformare cinque edifici pubblici tramite il bando internazionale Reinventing cities, lanciato dal C40 'Cities climate leadership group', un network di 94 mega-città impegnate nell’implementare strategie volte a contrastare i cambiamenti climatici, che vede lavorare insieme sindaci e associazioni filantropiche private con in prima fila l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg. I siti messi a bando sono l’ex Filanda a San Giovanni, l’ex Mira Lanza a Marconi, le zone dismesse della stazione Tuscolana, ancora di proprietà di Ferrovie dello Stato, l’ex scuola Vertunni nel V municipio e l’ex mercato di Torre Spaccata.

Il progetto è stato presentato ieri in Campidoglio dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dagli assessori all’Urbanistica e al Patrimonio, Luca Montuori e Valentina Vivarelli, dal presidente di Fs Sistemi Urbani, Carlo De Vito e dalla C40 Zero Carbon Development Project officer, Costanza De Stefani. “Con questo bando”, ha spiegato la sindaca, “porteremo gli investitori stranieri a partecipare alla sfida romana. Faremo ogni sforzo per fare atterrare in territori già abitati progetti accettabili”. Per Montuori “oggi riattiviamo percorsi di rigenerazione urbana attraverso la progettazione”. Ed è solo l’inizio: “Nel 2021 speriamo di affiancare a questi 5 progetti altri 10 che parteciperanno ad altri bandi”. L’assessora a Patrimonio e Politiche Abitative ha sottolineato “l’importanza di tornare a dare una funzione a luoghi che l’avevano persa”. Vivarelli ha posto l’attenzione su quello che viene definito housing sociale, l’edilizia privata da vendere o affittare a prezzi stabiliti che verrà realizzata in parte di questi stabili.

Già stabilito il cronoprogramma. La manifestazione di interesse è stata lanciata ieri, 4 dicembre. Le proposte dovranno essere presentate entro maggio del 2020 ed entro luglio verranno analizzate. Dopo questa prima fase, seguirà l’invio delle proposte concrete che dovranno essere sottoposte entro dicembre del 2020. La selezione finale da parte di una giuria è prevista per febbraio del 2020. Cosa diventeranno questi edifici lo decideranno i singoli investitori e la giuria che selezionerà il progetto. Si punta a un mix di residenziale e servizi privati. “Considerando che si tratta di quartieri già abitati chiederemo anche di indicare aree da lasciare libere per servizi pubblici”. Anche alla stazione Tuscolana, il cui collegamento con il sistema di trasporto verrà potenziato, “arriveranno case e servizi”, ha spiegato De Vito. Il modello “è la dismissione degli scali ferroviari di Milano”.

I cinque immobili che verranno sottoposti all’attenzione degli investitori internazionale con questo bando sono solo una parte del piano di valorizzazione di immobili pubblici ‘ReinvenTiamo Roma’, approvato martedì in Aula Giulio Cesare con 29 voti favorevoli, un astenuto e un contrario. La delibera, la numero 138 del 2019, prevede l’adozione di varianti al Piano regolatore per permettere di dare nuove destinazioni d’uso ai 13 edifici selezionati, tra cui ex scuole, ex mercati rionali ed ex siti industriali. Questi immobili verranno trasformati da patrimonio indisponibile e disponibile. La proprietà resterà di Roma Capitale i piani di trasformazione e la successiva gestione verrà affidata a privati che ci faranno case e servizi, con la possibilità di ottenere premi di cubatura del 30 per cento così come previsto dalla legge sulla Rigenerazione Urbana. Non solo edifici abbandonati da tempo. Nell’elenco figura anche l’ex scuola di via di Cardinal Capranica dove fino al 15 luglio scorso hanno vissuto oltre 250 persone poi sgomberate con la forza pubblica. Una mozione approvata martedì in Aula impegna la sindaca a trasformare questa scuola in case private, anche se da mettere in affitto con l'housing sociale.

Una decisione che ha suscitato polemiche da parte dei Movimenti per il diritto all’abitare e di alcuni sindacati degli inquilini. Roma ha 12mila famiglie in attesa di un alloggio pubblico mentre le assegnazioni proseguono a rilento. “1200 da quando siamo arrivati”, ha spiegato l’assessora Vivarelli. A un ritmo di 400 all’anno, serviranno 30 anni perché il Comune di Roma ottemperi a questo diritto. L’housing sociale che troverà spazio nell’ex istituto di Primavalle non si rivolge a questa fascia di reddito. E mentre le famiglie sgomberate continuano a vivere nei centri di accoglienza del comune al costo di 19 euro al giorno a persona, con tutti i disagi che conseguono dall’abitare stipati in una camera, o si sono trasferite in altre occupazioni, Roma è impreparata per affrontare il prossimo sgombero, quello dell’edificio occupato di viale del Caravaggio, al centro ormai da mesi degli incontri in Prefettura con Comune e Regione. 

Movimenti per il diritto all'abitare, Unione Inquilini, AS.I.A. Usb denunciano: " Una scuola di proprietà pubblica è stata quindi liberata per far spazio a progetti di social housing in favore di speculazioni edilizie. In barba alla città di Roma che chiede da anni interventi di edilizia residenziale pubblica con politiche abitative strutturali mentre ancora oggi si spendono 65mila euro al mese per le famiglie scaricate nei centri di accoglienza, a cui si aggiungono i costi per l’odissea quotidiana dei bambini e delle bambine da portare a scuola”. Proprio martedì mattina la protesta fuori dal consiglio municipale del XIV municipio ha fatto saltare il numero legale tanto che la delibera è arrivata in Aula Giulio Cesare senza il voto dei consiglieri locali.

Questa posizione in Aula è stata raccolta dal consigliere di Sinistra per Roma, Stefano Fassina: “La proposta di delibera per la cosiddetta 'valorizzazione' del patrimonio immobiliare capitolino va ritirata. Va in direzione opposta alle urgenze sociali della città. Date le condizioni di drammatica sofferenza abitativa nella nostra città, è immorale privatizzare, dietro la foglia di fico della valorizzazione, il patrimonio capitolino”. 

Critica anche Cristina Grancio del gruppo misto: "Col pretesto di partecipare ad un concorso internazionale di rigenerazione urbana, Roma prepara la svendita di suoi immobili mediante l'utilizzo di una variante urbanistica, che non definisce la destinazione di uso finale. Non escludo che questa Delibera di valorizzazione e vendita del patrimonio, possa determinare un danno erariale, anche per l'errato calcolo degli spazi pubblici obbligatori previsti a carico del privato per parcheggi e servizi". 

“L’ex scuola di via di Cardinal Capranica è stata sottoposta a uno sgombero disumano. Un simbolo che oggi è stata inserita nella delibera e che verrà data ai privati”, il commento di Yuri Trombetti, responsabile casa del Pd di Roma, che in Consiglio ha votato a favore insieme alla maggioranza pentastellata. “Ho chiesto una riunione con gli eletti in comune perché quell’immobile deve diventare edilizia residenziale pubblica”.

Ecco l’elenco completo degli immobili: nel Municipio IV la S.M.S.P. Villari (via Marica), nel Municipio V la Scuola Vertunni (via Vertunni), nel Municipio VI l'ex mercato Torre Spaccata (viale dei Romanisti), nel Municipio VII l'area e l'immobile in via Tommaso Fortifiocca, l'ex Filanda (viale Castrense) e la succursale dell'I.T. Hertz (via Tuscolana), nel Municipio VIII l'ex asilo nido di via Tarso, nel Municipio X la S.M.S.A. Leonori (via Domenico Morelli), nel Municipio XI l'ex Mira Lanza (via Amedeo Avogadro) e gli uffici dei servizi del Municipio a via Portuense, nel Municipio XIII il residence ex Bastogi (via G. Piolti de Bianch), nel Municipio XIV l'ex I.I.S. Don Calabria (via Cardinale Capranica), nel Municipio XV i Casali Ghella del parco Volusia. 

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