Beni confiscati, dalla Regione un bando da 488 mila euro per la ristrutturazione

Zingaretti: "Un bando per quei comuni e quelle associazioni che vogliono prendere in gestione beni confiscati alle mafie"

Il villino di via Fulda (Pagina Facebook Nicola Zingaretti)

"Tanto non ve la godete". Era questa la scritta lasciata sul muro della stanza al piano terra di chi abitava il villino di tre piano in via Fulda, al Trullo, lasciata poco prima che l'immobile venisse sequestrato e confiscato. A breve lo stabile sarà destinato a progetti in difesa dei diritti delle donne. Lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che insieme al prefetto Ennio Mario Sodano, direttore dell'Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, e a Gianpiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità, proprio a due passi da quella scritta ha illustrato il bando pubblicato dalla Regione Lazio per la ristrutturazione dei beni confiscati. 

Il bando è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale delle Regione Lazio lo scorso 18 ottobre ed è rivolto ai Comuni e alle associazioni assegnatari di queste strutture. "Le domande dovranno pervenire entro le ore 14 del 19 novembre 2018" ha spiegato Cioffredi. "Il bando di 488mila euro, che si aggiunge ai 720mila euro erogati dalla Regione Lazio nel 2018 per il finanziamento di 13 progetti presentati da Comuni e associazioni, segna la continuità dell'impegno della Regione nel sostegno agli Enti Locali e al Terzo Settore per il riutilizzo sociale dei beni immobili confiscati alle mafie. Un percorso che, in collaborazione con l'Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati e con la Sezione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, vede impegnata la Regione in progetti concreti volti a restituire ai cittadini edifici un tempo sede dell'attività criminale dei clan che operano nel territorio regionale".

Cioffredi ha ricordato che "dalla palestra della legalità di Ostia alla gestione della società sportiva del Montespaccato insieme all'Ipab 'Asilo Savoia', dalla gestione della sala slot sequestrata al clan Spada al Giardino della Legalità che nascerà dopo l'abbattimento della villa dei Casamonica, fino all'assegnazione dei terreni confiscati agli istituti agrari del sud pontino, la Regione Lazio è in continuità nell'affermazione dei principi di legalità, socialità e libertà dal potere mafioso. Il bando offre la possibilità concreta di trasformare un bene simbolo del potere criminale sul territorio da intoccabile a 'patrimonio comune', destinato cioè alla collettività per fini di utilità pubblica, di crescita condivisa e sostenibile. 

"Lavoreremo affinché nel bilancio 2019 al servizio dei beni confiscati alle mafie ci sia un altro milione di euro di microprogettualità, per aprire luoghi associativi nel Lazio dai luoghi confiscati alle mafie" ha spiegato Zingaretti. "Questo villino, che apparteneva a una trafficante internazionale di droga, diventerà un centro per donne vittime di violenza o che hanno bisogno di essere tutelate. È un altro bel progetto del Lazio, che vuole dimostrare che la mafia si può sconfiggere, i beni confiscati tornare alle persone". Il governatore ha poi spiegato: "Parte un bando da 500 mila euro per tutte quei comuni e quelle associazioni che vogliono prendere in gestione beni confiscati alle mafie. Nel 2019 rifinanzieremo associazioni, comuni, cittadini, che associandosi vogliono prendere in gestione beni confiscati, perché nessuno lo dimentichi: le mafie chiudono spazi di liberta e noi li vogliamo riaprire nel Lazio, insieme ai cittadini e ai Comuni, che ci mettono l'anima come noi". 

Per il prefetto Ennio Mario Sodano, direttore dell'Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, "quello della Regione Lazio è un esempio virtuoso perché si fa parte attiva e concorre allo sforzo generale per valorizzare i beni". In occasione della presentazione del bando regionale per la ristrutturazione dei beni confiscati, Sodano ha annunciato che "nel Lazio si contano 491 assegnazioni che porteremo in conferenza dei servizi entro fine novembre".

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Più in generale "io mi sforzo di ricordare a tutti che l'agenzia ha assegnato duemila beni lo scorso anno. A fine anno avremo proposto circa tremila beni. Questi mille beni che alla fine dell'anno non saranno stati destinati, finiranno in una vetrina, poi in prima battuta saranno proposti a enti e associazioni, quindi saranno potranno proposti per la vendita e quelli che residueranno entreranno a fare parte del Demanio dello Stato. Questo aiuterà a fare chiarezza sui numeri". L'Agenzia sarà anche rafforzata in termini di personale: "Col decreto sicurezza è stata introdotta la possibilità di fare assunzioni, abbiamo bisogno di professionalità giovani e formate. Potremo assumere una settantina di persone con concorso, attingendo da queste professionalita' che si sono formate con i master universitari".

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