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Case popolari, il Comune non partecipa al bando: per la giunta Raggi è colpa della Regione

L'assessora Vivarelli ha spiegato: "C'erano solo sette giorni di tempo"

Una "farsa" perché per partecipare all'avviso pubblico c'erano "solo sette giorni di tempo". Sul bando della Regione per l'assegnazione di 22 milioni di euro di fondi statali per la realizzazione di nuove case popolari a Roma e nel Lazio, al quale il Comune di Virginia Raggi non ha partecipato, interviene l'assessora alle Politiche Abitative, Valentina Vivarelli. Lo ha fatto con un post su Facebook arrivato a tre giorni dalla pubblicazione della notizia da parte di Romatoday e a un mese esatto dalla chiusura dell'avviso pubblico, scaduto il 20 dicembre 2019. 

Stiamo parlando di un finaziamento stanziato dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, il 4 luglio del 2019, per aumentare "la disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica" privilegiando "il recupero, la messa in sicurezza e l’efficientamento del patrimonio esistente" in base al principio del "consumo di suolo zero". La delibera del Cipe ha dato alle regioni 45 giorni di tempo per individuare i beneficiari delle risorse. Il conto alla rovescia è scattato il 16 novembre 2019, data della pubblicazione della delibera sulla Gazzetta ufficiale. Il bando è stato emesso dalla Regione Lazio circa un mese dopo, il 13 dicembre, e si è chiuso allo scadere dei tempi fissati dal decreto, il 20 dicembre 2019.

Un lasso di tempo troppo breve per l'assessora alle Politiche abitative che denuncia: "La Regione Lazio ha concesso a differenza di altre Regioni italiane, solo 7 giorni di tempo, fra cui due festivi, per partecipare all’avviso pubblico. Insomma Roma Capitale, la più gravata città d’Italia dall’emergenza abitativa, avrebbe dovuto predisporre progetti in soli 5 giorni lavorativi. Come risultato, secondo informazioni di stampa, l’Ater, che è un Ente regionale, ora potrebbe contare su ingenti risorse da investire negli alloggi, mentre Roma Capitale resterebbe con un pugno di mosche. La cosa si commenta da sola".

Vivarelli così denuncia: "La Regione Lazio deve riaprire i termini del bando che in altre regioni ha avuto una durata di oltre un mese, come ad esempio nel caso della Lombardia (09.12.2019 - 27.01.2020) e dell’ Emilia Romagna (11.12.2019- 17.02.2020), dando la possibilità a tutti gli enti locali di partecipare e fugando ogni dubbio su questo bando flash".

Come spiegato da Romatoday, a partecipare è stata l'Ater con quattro progetti. Il primo in graduatoria per quanto riguarda la Capitale realizzerà 68 appartamenti a Ponte di Nona. Anche questi concorreranno a far scorrere la graduatoria del Comune di Roma che attualmente conta 13mila famiglia in attesa. 

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