Politica

Accoglienza temporanea per sgomberati, è bufera: "Raggi ritiri la determina"

Fassina: "Presenterò interrogazione a Minniti"

Movimenti in piazza del Campidoglio

"Ritirare la determina". Non è una semplice polemica politica quella sorta contro la "gara a procedura negoziata" con la quale il Campidoglio di Virginia Raggi vuole dare assistenza alloggiativa temporanea a cento persone sgomberate "in condizioni di grave vulnerabilità sociale". Le critiche elaborate 'a caldo' nei giorni scorsi hanno portato ad una richiesta ben precisa: il bando che punta a reperire "moduli abitativi anche prefabbricati" va fermato. A lanciare la campagna il sindacato Unione Inquilini che ha definito le soluzioni messe in campo dal dipartimento Politiche Sociali "lesive della dignità dei cittadini". La richiesta è appoggiata anche dai movimenti per il diritto all'abitare: "E' un atto di irresponsabilità averla emessa in una città che presenta una questione così complicata come quella degli sgomberi". 

La richiesta arriverà presto in Aula Giulio Cesare e sulla scrivania del ministro dell'Interno Marco Minniti. Il deputato di Sinistra Italiana e consigliere comunale di Sinistra per Roma, Stefano Fassina ha fatto sapere che "presenterà presto una mozione da discutere in Consiglio per chiederne il ritiro e un'interrogazione al Ministro dell'Interno, Marco Minniti, per sapere se la ritiene una soluzione adeguata per accogliere le persone sgomberate dalle occupazioni". Ha spiegato Fassina a Romatoday: "E' un approccio sbagliato. Si continua ad affrontare la questione della casa come un'emergenza mentre è un problema strutturale che necessita di un piano pluriennale. E certamente i container non lo sono". 

890 mila euro iva compresa per reperire 100 posti per un anno in 'moduli abitativi', anche prefabbricati, anche fuori Roma. "Una soluzione che oltre a ledere la dignità dei cittadini in precarietà abitativa ripercorre il capitolo dei Caat, di prossima dismissione, per lo spreco di denaro pubblico che prevede" si legge in una lettera appello dell'Unione Inqulini indirizzata alle decine di cooperative destinatarie della determina. "Il M5S avrebbe dovuto essere il nuovo che avanza e invece decide di mandare cento persone nei prefabbricati al costo, per un nucleo di tre persone, di 1800 euro al mese più Iva. Un atteggiamento inaccettabile" conclude la nota "sapendo che attraverso l’applicazione dello 'Sblocca Italia' e l’attuazione della circolare del Ministero dell’Interno, che prevede la mappatura degli immobili abbandonati sul territorio, potremmo lavorare per reperire le 10 mila case che risolverebbe in maniera strutturale le problematiche abitative di tutta la città di Roma". 

L'assessora alle Politiche Sociali, Laura Baldassarre, però, rivendica la scelta: "Questa procedura consente un sostanziale aumento e un importante miglioramento qualitativo per il sistema dell’accoglienza" scrive in una nota. "Abbiamo, inoltre, risposto con tempestività ed efficacia alla circolare del Ministero dell’Interno. Saniamo un vulnus storico di Roma: per la prima volta sarà garantita accoglienza alle famiglie fragili, senza che i nuclei debbano dividersi. E’ una novità storica e rappresenta una potenziale soluzione per le persone sgomberate da via Quintavalle e ora ospitate presso il porticato della Basilica dei SS Apostoli e per altre situazioni analoghe. Rinnoviamo, però, loro l'appello ad accettare il censimento affinché emergano situazione e diritti di ognuno".

Intanto nel pomeriggio in Campidoglio sono tornati a protestare i movimenti per il diritto all'abitare. In piazza anche gli abitanti dei residence e il sindacato Unione Inquilini. "Il futuro siamo noi" hanno scritto, e disegnato, su uno striscione le decine di bambini presenti in piazza, molti dei quali accampati nelle tende in piazza Santi Apostoli dopo lo sgombero del palazzo di via Quintavalle, a Cinecittà. Decine di bambini a cui, prima dell'assemblea, è stata tenuta una lezione sul diritto all'abitare. E gli sgomberi potrebbero continuare (domani mattina è in programma un appuntamento istituzionale in Questura). I movimenti hanno chiesto un incontro con il vice capo di Gabinetto, nonché delegato alla sicurezza, Marco Cardilli. "Questa amministrazione è poco disponibile al dialogo" le parole di Paolo Di Vetta, del movimento per il diritto all'abitare. "Ci è stato rifiutato un confronto nel merito". 

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