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Bus Roma Tpl (immagine d'archivio)

Bus Roma Tpl (immagine d'archivio)

Bus in periferia, dopo anni di errori e gare bocciate al Tar il Comune ci riprova: ecco un nuovo bando per i privati

Sparisce l'obbligo di acquisto dei mezzi del gestore uscente. L'avvio del nuovo servizio è previsto per da metà febbraio 2021

È on line il bando per l'affidamento a privati del trasporto pubblico in periferia. Dopo anni di tentativi bocciati dalla giustizia amministrativa, il Comune di Roma ci riprova. L'obiettivo è superare la gestione in mano alla società Roma Tpl, che va avanti dal 2018 a suon di proroghe. Ma tra vizi sia formali che di contenuto, l'appalto è stato più volte bocciato da Tar e Consiglio di Stato. Cercando di superare i rilievi dei magistrati, il Campidoglio è al suo quarto tentativo di pubblicazione. Vediamo i contenuti. 

I dettagli del bando

Parliamo di due lotti di gara per una cifra a base d'asta di 980mila e 836 euro e un contratto di affidamento di 8 anni. Il servizio prevede una produzione chilometrica totale annua di circa 30 milioni di chilometri. Il primo lotto interessa in prevalenza la zona est della città,  composto da 50 linee per una produzione chilometrica complessiva annua (arrotondata) di 14 milioni e 854 mila chilometri. Un secondo lotto invece riguarda per lo più il quadrante ovest, composto da altre 50 linee per una produzione chilometrica complessiva annua di 14 milioni e 996.045 chilometri. L'apertura delle buste è prevista per febbraio 2021 e l'avvio del servizio già a metà mese. 

Per quanto riguarda i dipendenti di Roma Tpl vi è l'obbligo per il nuovo gestore di riassorbire la forza lavoro, come specificato nel capitolato di gara: "L'aggiudicatario e? tenuto a consentire e dare esecuzione al trasferimento senza soluzione di continuita? di tutto il personale dipendente dal gestore uscente al subentrante con l’esclusione dei dirigenti, applicando in ogni caso al personale il contratto collettivo nazionale di settore e il contratto di secondo livello o territoriale applicato dal gestore uscente". 

Niente più obbligo di acquisto 

Cosa cambia rispetto al precedente appalto bocciato l'ultima volta a febbraio 2020 dal Consiglio di Stato? Un passaggio in particolare. La vecchia versione prevedeva per il nuovo gestore l'obbligo di acquisto del parco mezzi dall'azienda uscente: 35 milioni per il primo lotto e 25 milioni e 700 mila euro per il secondo, giudicata eccessiva dai ricorrenti (le società Autoguidovie SPA, Busitalia, GTM e SIA) specie alla luce di vetture non sempre in buono stato. Da qui il ricorso accolto dai giudici, il pronunciamento a favore dei ricorrenti, e ora il cambio nel nuovo bando, dove si parla non più di obbligo ma di "opzione di acquisire, anche parzialmente, la proprieta? del parco mezzi del gestore uscente". O in alternativa di "avviare il servizio con una flotta con veicoli di proprieta? o acquisiti dal mercato (leasing o noleggio con l'opzione di subentro del bene)". 

Una storia eterna quella della gestione delle corse bus in periferia. Il primo contratto tra Comune e Roma Tpl, stipulato nel 2010, è scaduto il 31 maggio 2018. Nei successivi due anni si è andati avanti tramite affidamenti diretti con lo strumento della proroga. Dal Campidoglio le intenzioni di cambiare il gestore, anche e soprattutto alla luce di un servizio da tempo a singhiozzo con corse che saltano, continui ritardi e lavoratori senza stipendio, sono state esplicitate dalla giunta Raggi fin dall'insediamento nel 2016. Ma la gara non è mai andata a buon fine. Pubblicata ben tre volte per correggere errori formali vari e di contenuto. 


 

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