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Martedì, 25 Giugno 2024
Politica

Poco interesse e quasi nessuna offerta. Fallisce dopo 6 anni il bando per assegnare immobili comunali

Dodici locali messi a disposizione per promuovere l'imprenditoria, attività sociali e culturali. Ma a parte due casi, gli altri 10 sono rimasti vuoti e il Comune ha deciso di voltare pagina, forte anche del nuovo regolamento

Nelle intenzioni del Campidoglio, quando a Palazzo Senatorio c'era Ignazio Marino, alcuni immobili di proprietà dell'ente sarebbero dovuti finire in gestione a realtà associative e soggetti privati allo scopo da una parte di valorizzarli, dall'altra di rilanciare attività imprenditoriali, sociali e culturali sia al centro sia nei quartieri più periferici. A distanza di quasi dieci anni, complice un bando fallimentare e un nuovo regolamento per la gestione del patrimonio indisponibile, quella fase si può considerare chiusa. 

Il bando per assegnare locali comunali 

Infatti il 4 settembre sull'albo pretorio capitolino, il dipartimento valorizzazione del patrimonio ha pubblicato una determinazione dirigenziale che sancisce la chiusura di un bando pensato nel 2014 e approvato nel 2017, che aveva lo scopo di affidare 12 locali di proprietà comunale ad altrettante realtà associative, per avviare progetti finalizzati allo sviluppo di attività culturali, sociali e di nuova imprenditoria. Il bando venne approvato il 10 febbraio 2017, dando seguito alla deliberazione di giunta n.219 del 2014. Che è successo dopo? 

In sei anni solo due assegnazioni

Come detto, il bando viene approvato e promosso da due dipartimenti (valorizzazione patrimonio e attività produttive). Coinvolge 12 lotti, cioè 12 immobili sparsi per Roma e di proprietà del Comune. Da Borgo Pio a Magliana, dal quartiere Trieste ad Acilia. Il 6 giugno 2017 una nuova determinazione dirigenziale istituisce la commissione che deve valutare le istanze e formare la graduatoria, presieduta da Bettina Grassi in sostituzione della collega Maria Grazia Conte. Arrivano 12 offerte economiche, ma la commissione ne ammette un terzo. Due riguardano l'immobile di via di Borgo Pio 15, una quello di viale Tor Marancia 27/29 e una per viale Vicopisano 89. A luglio 2017 la commissione aggiudica provvisoriamente via di Borgo Pio ad Enrichetta Malvone, mentre via di Tor Marancia va alla NUT di Daniela Carla Nobili. Entro la fine di quell'anno le due determinazioni dirigenziali diventano definitive. Nessuna notizia per gli altri 10 lotti, cioè gli immobili comunali messi a bando a inizio 2017. 

L'amministrazione Gualtieri volta pagina 

Passano gli anni, nessuna novità arriva durante la giunta presieduta da Virginia Raggi, che si chiude senza che quel bando venga completato. Alla fine, dagli uffici di largo Verrazzano alla Garbatella hanno deciso di mettere un punto e voltare pagina. La direttrice Silvia Romano ha preso atto della conclusione del procedimento, riepilogando i fatti e ricordando che solo due lotti su 12 sono stati assegnati: via San Paolo alla Regola, via Lambro, viale Venezia Giulia, via dei Berio, via Costantino, largo del Capelvenere 7-8-9, via Vaiano, viale Vicopisano e via della Magliana Nuova non interessavano a nessuno. Per essere più precisi, anche in base a quanto è stato possibile verificare: i locali non hanno ricevuto offerte, oppure chi ha offerto ha rinunciato da anni. 

Il nuovo regolamento approvato a fine 2022

D'altronde da dicembre scorso vige un nuovo regolamento, presentato già ad agosto 2022 dalla giunta capitolina. ll sindaco Roberto Gualtieri e l'assessore al patrimonio Tobia Zevi hanno messo in cantina sia un vecchissimo regolamento del 1983, sia la delibera 140 voluta da Ignazio Marino. Adesso gli uffici sono alle prese con le istanze di concessione presentate dalle associazioni che già, in gran parte, si trovano ad occupare beni indisponibili del Comune e vorrebbero proseguire (o riprendere) le attività culturali, sportive, sociali che portano avanti da decenni, cioè da quando la giunta Rutelli, a inizio anni '90, concesse loro di insediarsi nei locali di proprietà del Comune. Dimenticandosi, in seguito, di rinnovare i contratti e rivedere gli affitti. 

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