Asili nido, il bando non è ancora pronto. A farne le spese sono le famiglie

In Campidoglio si sta lavorando al nuovo bando, che tende a dare la priorità alle iscrizioni nelle strutture a gestione diretta del Comune. La discussione è aperta, ma intanto il tempo stringe. Baglio (PD): "Solitamente l'Amministrazione pubblica il bando ad inizio di marzo"

Tempi stretti e scelte discutibili. In Campidoglio si torna a parlare degli asili nido. Atteso ed annunciato per la fine di luglio 2016, il bando ha avuto una vicenda travagliata. E ad oggi non è chiaro in quale direzione si voglia andare. Anche se un'idea è possibile farsela osservando la proposta  presentata  martedì 21 febbraio in Commissione scuola.

LA TEMPISTICA - Le critiche non sono mancate. “Abbiamo potuto constatatare che non è ancora pronta la delibera con i criteri per il bando, ma esiste un documento sul quale la maggioranza sta lavorando e che starebbero condividendo con i cittadini. Senza sapere di più su chi siano questi cittadini –  ha premesso la Consigliera democratica Valeria Baglio preoccupata  dal fatto che - Il tempo stringe, visto che  l'Amministrazione all'inizio di marzo ogni anno pubblica il bando con cui poi le famiglie possono scegliere il nido. Ma siamo a fine febbraio e ancora non sono pronti i criteri guida?”. 

LA PRIORITA' AI NIDI COMUNALI - Non c’è solo il ritardo con cui questo bando verrà pubblicato, a destare perplessità. Nella proposta di delibera avanzata il 14 febbraio e relativa alle “modalità di acquisizione ai posti presso le strutture private accreditate” c’è un passaggio chiave. E’ quello in cui “per poter attuare l’equilibrio costi benefici relativo alla gestione della rete educativa pubblico-privata” al momento della presentazione della domanda si consente alle famiglie interessate “d’indicare in via prioritaria 5 asili nido in gestione diretta”. Ed “in via sussidiaria, in caso di esaurimento dei posti disponibili in tutti e 5 i nidi indicati prioritariamente, un nido convenzionato o in concessione”.

IL NODO DELLA QUESTIONE - La proposta dell’Assessora Baldassarre ha prestato il fianco alle critiche di quanti, come  l'ex Presidente del Consiglio municipale Marco Cacciotti, stanno seguendo con attenzione l’evolversi di questa vicenda. “Non si tiene conto che gli asili convenzionati sono circa il 45 % dei posti totali. Non si tratta quindi di cifre residuali, tutt’altro. Inoltre – sottolinea Cacciotti – ci sono dei quartieri dove sono presenti solo asili nido in concessione o in convenzione. In quei casi le famiglie non saranno libere di scegliere queste strutture, ma obbligate a quelle a gestione diretta anche se si trovano fuori dal propri quartiere”. Con evidenti ripercussioni sugli spostamenti. Cosa che, in ultima analisi, potrebbe far propendere i genitori ad iscrivere i figli nei più costosi nidi privati presenti nel quartiere d'appartentenza.

LE LISTE D'ATTESA - Nei territori le proteste non hanno tardato ad arrivare.  Nel IX Municipio ad esempio,  dove ci sono asili completati da anni e mai aperti, il problema dei posti è particolarmente avvertito. “Per l’abbattimento  e l’azzeramento delle liste d’attesa e la creazione di nuovi posti negli asili nido e materne, basterebbero nuove convenzioni  con i privati, ma è notizia di questi giorni che la Giunta del m5s non rinnoverà numerose convenzioni nel nostro municipio, con notevoli conseguenze per molte famiglie – fa sapere il capogruppo municipale Piero Cucunato – Basterebbe adeguare numerosi spazi presenti in molte strutture scolastiche ed accelerare e ripristinare l'avviamento di almeno 4 scuole già  pronte”.Problemi che si sommano. Il nuovo anno scolastico, per come si sta prospettando, rischia di rovinare l'estate a molte famiglie.

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