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Salone: "Bloccare bandi per la bonifica, inutili e illegittimi"

Ancora polemiche sui bandi per la bonifica dei campi rom. Il capogruppo della lista Marchini, Alessandro Onorato, torna sul tema con un sopralluogo nel villaggio di via di Salone

Sopralluogo in via di Salone

Bloccare i bandi per la bonifica dei campi rom, perché "presentano gravi profili di illegittimità e preoccupanti similitudini con gli appalti di Roma Capitale". A chiederlo per la seconda volta al sindaco Ignazio Marino è il consigliere Alessandro Onorato, capogruppo della lista Marchini. I testi dei tre bandi in oggetto, scaduti il 2 febbraio, prevedono l'avvio di lavori di bonifica nei villaggi di Salone, Gordiani, Lombroso, Candoni e Barbuta, per un valore totale di 600mila euro.

"BANDI INUTILI..." - Stavolta l'appello avviene direttamente dai luoghi interessati. Di questa mattina il sopralluogo nel campo di via di Salone, a Ponte di Nona. "Abbiamo verificato con i nostri occhi la totale inutilità dei tre bandi per manutenzione delle strutture e degli impianti antincendio". 

"Sono gli stessi abitanti del campo - dichiara Onorato - a sostenere che, il giorno dopo la conclusione dei lavori di bonifica, l'area tornerebbe ad essere quello che è ora: una discarica a cielo aperto, compresi i roghi tossici che vengono appiccati praticamente ogni giorno. Anche oggi, al nostro arrivo, abbiamo assistito al lavoro dei vigili del fuoco che da stanotte provavano a domarne uno". Già, bruciavano anche Salviati e La Barbuta, a distanza di poche ore.

"...E ILLEGITTIMI" - Bandi che sarebbero inutili dunque, ma non solo. n realtà, se Onorato grida allo scandalo da giorni, è per presunti "profili di illegittimità". "Perché deve essere l'impresa aggiudicataria a individuare e a pagare il direttore dei lavori? Così il controllato diventa controllore di sé stesso, e nessuno potrà garantire che i lavori saranno davvero effettuati. Non bastano i 26mila dipendenti del Comune di Roma per individuare la giusta professionalità che garantisca un reale controllo? 

E ancora "perché nei bandi non c'è alcun riferimento al possesso della certificazione SOA da parte dei potenziali concorrenti? Sembra che si voglia escludere la maggioranza delle aziende per favorirne qualcuna in particolare".

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