Domenica, 21 Luglio 2024
lo scontro

Banda dei vigili, a ottobre lo "sfratto" dalla sala prove. Ma loro fanno muro: "Non ce ne andiamo"

Dopo una prima commissione, arrivano anche le tempistiche dalla Sovrintendenza per lasciare l'ex palestra del Celio. Il sindacato unitario: "Gualtieri decida se siamo importanti o no". Ancora assenti le alternative

I caschi bianchi che fanno parte della banda musicale della Polizia locale di Roma Capitale si mettono di traverso. E non parliamo di flauto. Come raccontavamo nei giorni scorsi, il loro tempo dentro l'ex palestra GIL nel parco del Celio, dove provano le esibizioni pubbliche dal 1949, sembra agli sgoccioli. Lì sorgerà il museo della Forma Urbis, previsto sin dal 2008 dentro alla progettazione del parco archeologico del Colosseo. C'è però un problema: non esiste un'alternativa. Il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce il 31 luglio, durante una commissione patrimonio che si è tenuta nella sede della banda, ha fornito una tempistica: fuori a ottobre. Ma senza una sede dove andare, i musicisti non si muoveranno. 

Banda dei vigili sotto sfratto al Celio: via a ottobre

E' stato chiaro il Comandante Angeloni, ma ancor di più il delegato della rappresentanza sindacale unitaria Comune di Roma Marco Mossi: "Se lo scordano che usciamo a ottobre - ribadisce - perché non esiste un'alternativa e non hanno neanche stanziato i fondi per ristrutturare via Macedonia, dove vorrebbero mandarci nonostante l'edificio sia fatiscente, caschi a pezzi e la sala prove che vorrebbero darci era una palestra. Non esiste. Avrebbero dovuto convocare un tavolo per tempo, con il dipartimento patrimonio, chiedendo la lista di immobili disponibili e subito dopo chiedere a noi le caratteristiche necessarie per una sala prove adeguata". In quella palestra ex GIL, costruita nel 1929 durante il Ventennio Fascista, gli agenti svolgono il loro lavoro, provando le esibizioni ogni giorno. Ma lo fanno in condizioni precarie, senza riscaldamento d'inverno né climatizzazione d'estate e senza un vero spogliatoio. Dal 2000, inoltre, il loro status è di "provvisorietà". 

Nessuna alternativa per i caschi bianchi

Nel corso dell'ultima commissione patrimonio convocata dal presidente Yuri Trombetti, Presicce ha anche tentato la carta Villa Pamphilj, ovvero un casale che si trova nel mezzo del grande parco di Monteverde, nel XII municipio: "Non ne parliamo - commenta Mossi - oltre al fatto che non sapremmo come raggiungerlo con il furgone che contiene gli strumenti, è un rudere non adeguato". Insomma, ad oggi non c'è uno spazio che sia stato proposto dall'amministrazione che possa soddisfare i criteri minimi per essere adibito a sala prove. 

Aria pesante: "C'è chi vuole occupare la sala prove"

L'aria è ormai pesantissima tra i musicisti: "A settembre faremo un'assemblea tra tutte le sigle sindacali - spiega ancora Mossi - e decideremo il da farsi. Gualtieri con noi che vuole fare? Siamo un patrimonio culturale o no? Siamo degli intrusi? Lo decidesse. C'è qualcuno di noi che vorrebbe addirittura occupare l'ex palestra dove proviamo da decenni, altri propongono di manifestare sotto al Campidoglio. Vedremo". ll sindacalista poi aggiunge una nota storica, intrisa d'amarezza: "Noi siamo sempre stati più che disponibili - conclude - ad essere inseriti in un progetto culturale che riguardasse l'area del parco archeologico, come già aveva paventato l'ex sovrintendente Broccoli, pensando al valore aggiunto rappresentato dalla banda musicale nell'ottica di una diversificazione dell'offerta culturale. Quella che Renato Nicolini definitva 'cultura immateriale' della città. Noi volevamo costruire un percorso simile, ma non ci hanno considerati". 

Dove sono finiti i soldi per l'impianto di climatizzazione

C'è poi un ultimo punto, che riguarda l'assenza dell'impianto di climatizzazione. Già nella precedente commissione capitolina, era emersa la necessità di verificare lo stanziamento dei fondi, 40.000 euro, approvato grazie ad un emendamento della lista Civica Raggi votato anche dalla maggioranza. Soldi che, a detta del dipartimento lavori pubblici, non sarebbero più sufficienti per l'opera: "Sì ma chi lo ha deciso? - chiede Antonio De Santis, consigliere firmatario dell'emendamento - e perché non ci viene detto eventualmente di integrare quella cifra? Qui si sta mettendo in discussione la sovranità dell'assemblea capitolina. Dove sono quei soldi? Ora scriverò al Segreteriato per capire se risulta vero quanto dichiarato dagli uffici, dopodiché mi aspetto una presa di responsabilità politica". 

INTERVISTA - "In strada non si vedono più vigili: manca una linea di comando. Che fine hanno fatto i controlli sulle auto a noleggio?"

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