Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Casa, la denuncia di Asia Usb: "Bambini cancellati dall'anagrafe comunale"

Il sindacato si scaglia contro l'applicazione retroattiva dell'articolo 5 del Piano casa dell'ex governo Renzi che impedisce l'iscrizione anagrafica agli inquilini senza titolo. Denunciati due casi

L'articolo 5 del Piano casa varato dall'ex governo Renzi che impedisce a chi abita un alloggio senza titolo di accedere all'iscrizione anagrafica in due casi a Roma è stato applicato retroattivamente. Lo denuncia il sindacato Asia Usb con una nota. "A seguito di un sopralluogo effettuato dai vigili urbani presso un alloggio popolare sito in zona Colle Salario, la signora verbalizzata ha scoperto con grande rammarico che la sua residenza anagrafica e quella dei suoi due figli, entrambi minorenni, è stata cancellata d’ufficio", si legge nel comunicato. "Un altro caso del tutto identico è stato accertato nella giornata di ieri, sempre nella stessa zona, mediante richiesta di certificato di residenza, da un’altra giovane mamma", testimonia il sindacato. 

Contro l'articolo 5 della Legge 23 maggio 2014, n. 80, nota come legge Renzi-Lupi, si battono da tempo sia i movimenti per il diritto all'abitare sia alcuni sindacati. Per Asia Usb l'impossibilità di ottenere la residenza "è di per sé un fatto gravissimo, visto che a questa è collegata l’erogazione di una serie di servizi volti a garantire diritti fondamentali come quello alla salute, all’istruzione, alle prestazioni a sostegno del reddito per le fasce più deboli".

Poi prosegue: "Ora si dà il caso che il Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale applichi con incredibile zelo e nell’interpretazione più estensiva possibile questa legge, arrivando a cancellare d’ufficio le residenze anagrafiche ai minori, anche laddove queste siano inserite in altri contesti abitativi, ad esempio dai nonni". Per il sindacato l'applicazione "sistematicamente e in chiave peggiorativa e a danno di minori, rappresenta la fatidica goccia che fa traboccare il vaso".

Infine un appello alla sindaca che "dovrebbe garantire la salute e i diritti di tutti i cittadini, dedicando particolare attenzione ai i settori più deboli e svantaggiati". L'articolo in questione, infatti, "è stato in seguito emendato e concede la possibilità, proprio ai sindaci, di non applicarlo laddove ci siano situazioni meritevoli di attenzione". Il sindacato chiede quindi di "ripristinare le residenze cancellate. E' giunta l'ora che il Parlamento cancelli questa legge malvagia".

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