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Domenica, 23 Giugno 2024
Politica

Autorecupero, entro settembre 2023 un nuovo regolamento. E sul tavolo ci sono altri 4 progetti

Nel piano casa di Zevi c'è la volontà di sfruttare un'occasione finora sprecata, concludendo le case di Grotta Perfetta e Centocelle e lanciando altri bandi per nuovi alloggi a chi ne ha bisogno

Rigenerare il patrimonio edilizio romano trasformando edifici abbandonati in appartamenti, da assegnare a famiglie che non possono permettersi di acquistare casa, nemmeno di andare in affitto e non riescono a vedersi assegnare un alloggio popolare. E' uno degli obiettivi, almeno su carta, di Roma Capitale e nello specifico dell'assessore alla casa Tobia Zevi, messo nero su bianco nel piano strategico per l'abitare che dovrebbe a breve essere presentato alla città. 

L'autorecupero a Roma finisce nel piano casa di Zevi

Il tema dell'autorecupero, ovvero la trasformazione di edifici pubblici abbandonati in alloggi a costi contenuti, grazie alla collaborazione tra amministrazione comunale e cooperative di soci privati, è stato recentemente riportato all'attenzione del Campidoglio. Il 24 febbraio una sessantina di famiglie hanno fatto irruzione in assemblea capitolina, durante la votazione sul bilancio di previsione, chiedendo a Gualtieri e alla sua giunta di sbloccare una situazione impantanata da anni: due progetti fermi per motivi differenti, uno a Grotta Perfetta e l'altro a Centocelle, che impediscono a decine di persone di ottenere una casa come previsto dal bando. 

I progetti bloccati: 60 famiglie chiedono un cambio di passo

Durante l'incontro ottenuto dalle famiglie in protesta, al quale hanno preso parte alcuni uffici comunali, rappresentanti degli assessorati al patrimonio e al bilancio e i presidenti delle due commissioni capitoline, Yuri Trombetti e Giulia Tempesta, è stata fatta una promessa: la presentazione di un ordine del giorno propedeutico all'approvazione di un nuovo regolamento per l'autorecupero, al fine di sbloccare le situazioni impantanate. Anche perché il nodo cruciale è di natura finanziaria: i progetti di riqualificazione, portati avanti dalle cooperative, vengono sovvenzionati con mutui che dovrebbero essere garantiti al 100% dal Comune, ma l'ex giunta pentastellata sul finire della consiliatura ha cambiato le carte in tavola, riducendo questo impegno al 50%. 

Entro settembre 2023 un nuovo regolamento

Ora, se le promesse contenute nella bozza di piano casa verranno mantenute - anche se, per ora, l'ordine del giorno annunciato non è ancora approdato in aula - nelle intenzioni del Campidoglio tra sei mesi verrà approvato un nuovo regolamento. La "dead line" è settembre 2023 per "chiarire il quadro regolatorio applicabile in materia - si legge nel documento -, alla luce delle evoluzioni normative, precisando l’ambito di applicazione, la modalità di selezione dei beneficiari, le modalità di finanziamento degli interventi e le forme di supporto da parte di Roma Capitale". Secondo quanto si legge, per Zevi il regolamento dovrà prevedere "la possibilità di accedere alla garanzia di Roma Capitale, fino a un valore pari al costo dei lavori, ponendo gli oneri finanziari a carico dei beneficiari e chiarire la qualificazione dei beneficiari ai sensi della normativa applicabile in materia di garanzie. Verrà inoltre - scrive il Campidoglio - valutata la possibilità di istituire o partecipare a un fondo di garanzia come supporto alla realizzazione degli interventi".

Centocelle e Montagnola, case ferme da anni

Grazie al nuovo regolamento, per fine anno verrà lanciato anche un nuovo bando. Nel frattempo, da qui a 9 mesi Gualtieri&Co. si prenderanno l'impegno di assegnare definitivamente gli alloggi (per esempio quelli di via dei Lauri a Centocelle) e di sbloccare la situazione alla Montagnola, cioè via di Grotta Perfetta 315, dove un contenzioso tra Comune e ditta appaltatrice (quella che si dovrebbe occupare dei lavori esterni, come da bando sull'autorecupero) tiene sotto scacco quasi 30 nuclei. All'orizzonte - forse, chissà, entro fine mandato nel 2026 - potrebbero esserci quattro nuovi progetti di autorecupero, rimasti sulla carta sin dagli albori del bando di oltre vent'anni fa. 

Nuovi progetti da rilanciare: ecco dove si trovano

Si tratta, come fa sapere uno dei massimi esperti del tema, Bruno Papale (presidente della coop Inventare l'Abitare), di due asili abbandonati o mai entrati in funzione, uno al Tufello (via Monte Massico) e l'altro a Torraccia (via Sandro Giovannini), di una palestra quasi del tutto distrutta a Pietralata (via Marica) e di un e istituto alberghiero in via di Tor Carbone, all'Ardeatino, occupato da famiglie in emergenza abitativa. Per dare nuovo slancio ad un progetto potenzialmente rivoluzionario per l'abitare a Roma, il piano casa prevede infine un comitato di coordinamento ad hoc, composto dai dipartimenti competenti (urbanistica, patrimonio, lavori pubblici) e dalla ragioneria generale "in modo tale da rendere più spedite e certe le decisioni di competenza di Roma Capitale in questi ambiti" si legge nel piano.

VIDEO | Quando l'autorecupero funziona: casa per otto famiglie dentro l'ex asilo abbandonato

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