Mercoledì, 17 Luglio 2024
Politica

Autodemolitori fuori dal Raccordo: l'area scelta è l'ex campo rom La Barbuta

In corso il dialogo con la Regione Lazio, altro ente competente in materia. Il dipartimento Urbanistica del Campidoglio sta lavorando a un progetto dettagliato dell'area

Gli autodemolitori della Capitale si sposteranno nell'area dell'ex campo rom La Barbuta, da attrezzare per assicurare lo svolgimento delle attività di smaltimento dei veicoli fuori uso in piena sicurezza e nel rispetto delle normative ambientali. O almeno questa è l'intenzione del Comune di Roma che sul punto ha avviato il dialogo-confronto con la Regione Lazio, altro ente pubblico competente in materia chiamato a esprimersi.

A ridosso del comune di Ciampino, sotto il cono di volo dell'aeroporto, il terreno è stato giudicato dai tecnici capitolini vasto a sufficienza per ospitare tutte le attività presenti in città, circa un centinaio. E l'opzione sembra essere stata apprezzata dalla stragrande maggioranza di loro. Gli uffici della Pisana, prima di dare l'ok, hanno però richiesto un progetto più dettagliato al quale sta lavorando in queste ore il dipartimento Pau (Progettazione e Attuazione urbanistica). 

Da 25 anni nessuno sposta gli autodemolitori

Via anche gli impianti di Centocelle

L'area, come detto, potrà ospitare tutte le circa cento attività dislocate sul territorio comunale che avranno la possibilità di partecipare a un bando. Da via del Foro Italico a via dell'Almone, tra loro c'è chi sarà obbligato a spostarsi, vedi i 26 sfasciacarrozze presenti nel parco archeologico di Centocelle, collocato su un terreno di proprietà privata ma che successivamente alla loro presenza è stato vincolato (con vincolo paesistico relativo al comprensorio Ad Duas Lauros, apposto con decreto del 21 ottobre 1995 dal ministero per i Beni culturali), occupando circa quattro ettari del confine orientale dell'area verde, dove è in corso la progettazione di un masterplan per la riqualificazione. Gli stessi sono rimasti coinvolti in un pesante incendio lo scorso luglio che ha visto decine di carcasse di auto andare a fuoco, con fumi tossici arrivati fino alle finestre dei cittadini. Proprio il rogo ha velocizzato le pratiche per l'avvio della delocalizzazione, una battaglia lontanissima nel tempo e mai portata a termine. 

Fuori dal Raccordo 

Nel '97 un primo accordo di programma e nel 2000 una direttiva europea che richiede la collocazione degli sfasciacarrozze in aree industriali. Da Alemanno a Raggi passando per Marino, nessun ex sindaco è riuscito a portare a termine l'operazione, tra ricorsi, aree prima idonee poi risultate vincolate o mai espropriate. Un caos burocratico che ha portato proteste sia dei cittadini residenti vicino alle attività, sia degli stessi titolari, mai messi nelle condizioni di lavorare in piena sicurezza e nel rispetto delle normative ambientali. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Autodemolitori fuori dal Raccordo: l'area scelta è l'ex campo rom La Barbuta
RomaToday è in caricamento