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Sabato, 18 Maggio 2024
Politica

Sugli autodemolitori Gualtieri tira dritto: "Dal parco di Centocelle se ne andranno comunque"

Barbuta o no, il progetto per la riqualificazione dell'area archeologica proseguirà. Il sindaco lo assicura dopo il no arrivato dalla Soprintendenza al trasferimento delle attività alla Barbuta

"Dal parco di Centocelle gli autodemolitori se ne andranno comunque e il progetto del parco andrà avanti". Così il sindaco Gualtieri rassicura sul maxiplan per la riqualificazione dell'area archeologica di Roma est. Non fornisce dettagli sul piano b che verrà utilizzato se effettivamente il trasferimento delle circa 20 attività presenti non dovesse andare in porto nei tempi previsti. 

L'area scelta dal Comune di Roma per creare una sorta di distretto di autodemolizione dove convogliare tutte le attività di smaltimento di automobili presenti nella Capitale è quella della Barbuta, dove insisteva l'ex campo rom. Ma nelle scorse ore è arrivato il parere negativo della Soprintendenza per la presenza sull'area di un vincolo paesaggistico. Una batosta non da poco considerando che lo spostamento dell'attività è legata a doppio filo alla riqualificazione del parco, tra l'altro scelto come location per alcuni eventi del Giubileo. 

"Scriveremo per chiedere di riconsiderare quel parere, un giudizio non basato su una valutazione sufficientemente meditata sul luogo dove vogliamo realizzare il distretto" ha detto il sindaco. Al momento gli assessorati all'Urbanistica e ai Rifiuti stanno preparando una nota da inviare all'ente ministeriale per chiedere di effettuare una nuova valutazione sull'adeguatezza dell'area in oggetto. Un parere tecnico che si è subito trasformato in scontro politico con il governo Meloni. A difesa dell'area, confinante con il comune di Ciampino, e schierato con le richieste degli abitanti e della sindaca Emanuela Colella (del Pd) è infatti intervenuto nelle scorse ore il vicepresidente della Camera di Fratelli d'Italia Fabio Rampelli.

"Da tempo si progetta l'annessione di quel terreno al sistema di zone protette che circondano l'area e si ritiene, dopo lo sgombero di un campo nomadi divenuto tra i più grandi centri di smistamento di merce trafugata e snodo di roghi adibiti alla ripulitura del rame e del ferro da collocare nel mercato illegale, di dover trasformare in foresta urbana con fattoria didattica connessa" dichiara l'esponente di Palazzo Chigi. "Questo è emerso nelle varie assemblee di quartiere tenute nella zona, a cui ho personalmente partecipato".
 

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