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Poche auto per la città e troppe per la "casta", Alemanno: "Inammissibile"

Auto sacrificate alla sicurezza dei cittadini per scortare i politici. La denuncia della Cgil suscita i commenti del sindaco Alemanno che dichiara: "Verifichiamo la necessità delle scorte"

Quattrocento auto che scortano la "casta" contro cinquanta per la sicurezza della provincia. La Cgil ha denunciato l'abisso di numeri esistente provocando la pronta risposta del primo cittadino che, sull'argomento, sembra cadere dalle nuvole. «La notizia pubblicata oggi su alcuni organi di stampa sul numero di volanti utilizzato per il servizio scorte - ha dichiarato - è più grave di quello che pensavamo. Non è ammissibile che per decisioni prese da altri Enti la Prefettura di Roma sia costretta a distogliere un cosi elevato numero di macchine dal quotidiano controllo del territorio».

«Infatti – spiega il Sindaco - gli organi territoriali di Roma devono far fronte non solo alle scorte per le personalità che operano nella Capitale, ma anche per quelle che provengono da altre città o da altre nazioni. È la stesso fenomeno delle manifestazioni e dei cortei di piazza: la nostra città sopporta un peso ulteriore per il suo ruolo di Capitale nazionale. Ho notizia che più volte è stato segnalato il problema agli organi centrali. Proprio in questo momento in cui bisogna fare il massimo sforzo per difendere la nostra città dalla criminalità comune e organizzata, chiedo che venga fatto tutto il possibile per utilizzare ogni risorsa nella difesa della sicurezza dei cittadini»


«Ho scritto oggi stesso al Ministro degli Interni, Roberto Maroni – conclude Alemanno - per chiedergli un’immediata revisione di tutti gli elenchi delle personalità sotto scorta, così da verificare se effettivamente queste persone hanno la reale necessità di essere scortati e il livello di protezione di cui hanno davvero bisogno. Al netto di questa verifica ho chiesto che non siano le forze di polizia territoriali di Roma a sopportare il peso dei servizi di scorta della Capitale che non possono non essere a carico degli organi ministeriali. Nessun cittadino di Roma deve avere il sospetto di essere più esposto alla criminalità per garantire i privilegi inammissibili delle ‘caste’ politiche, economiche ed amministrative».

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