A24, aumentano i pedaggi: stangata per Valle Aniene e Roma Est

Gli aumenti saranno del 12,89%. Per i quartieri romani serviti dal tronchetto gli aumenti dovrebbero aggirarsi sui 10 centesimi

Inizio anno amaro per i cittadini della Valle Aniene e dei quartieri della zona est della Capitale che utilizzano l'A24 per raggiungere la Capitale. Secondo quanto reso noto dal Governo e confermato dalla società Strada dei Parchi che gestisce A24 e A25, a partire dal 1 gennaio 2018 ci sarà un aumento pari al 12,89% sui pedaggi autostradali. L'aumento, salvo sorprese, dovrebbe interessare anche i caselli di Ponte di Nona e Settecamini che servono popolosi quartieri della Capitale come Ponte di Nona, Settecamini, Case Rosse, La Rustica, Colle degli Abeti e Lunghezza. Da parte della società concessionaria non c'è stata comunicazione contraria in tal senso. 

La stangata, per i cittadini di Roma est, dovrebbe essere di 10 centesimi. Per chi usa quotidianamente l'arteria si tratta di una spesa aggiuntiva tra i 4,50 e i 5 euro al mese. "Negli ultimi 10 anni", commenta Bruno Foresti presidente del comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona, "il pedaggio è praticamente raddoppiato. Se l'aumento sarà confermato, siamo passati dai 70 centesimi del 2007 a un euro e quaranta del 2018". Il tutto dopo l'interesse del ministero sulla vicenda. Nel 2016 infatti, all'indomani dell'ennesimo aumento, si scatenò una vera e propria rivolta, con i comitati a minacciare provocatoriamente di distaccarsi da Roma. Già, perché nei quartieri di Roma est questo pedaggio viene vissuto come una gabella ingiustificata. "Paghiamo per poter entrare nella città dove viviamo", spiega Foresti, "paghiamo non per i chilometri percorsi, ma una tariffa fissa, calcolata per un'autostrada di montagna quale il tronchetto non è". 

Dario Nanni, capogruppo del Pd nel VI municipio, che nel suo passato di consigliere comunale ha provato a combattere contro il pedaggio, commenta: "Invece di eliminare questo pedaggio, viene addirittura aumentato. E' una vera e propria ingiustizia perché per molti cittadini quella strada rappresenta l'unica via d'uscita dai propri quartieri". 

Ancora peggio va ai pendolari della Valle Aniene. Quattro i caselli laziali, ovvero Carsoli, Vicovaro Mandela, Castel Madama e Tivoli. Molti i cittadini che quotidianamente muovono verso la Capitale. Chi, ad esempio, viaggia verso Roma usufruendo del casello di Castel Madama, si ritroverà con un aumento tra i 30 e i 40 centesimi a viaggio. Già in passato era partita una mobilitazione che aveva portato alla campagna #boicottaa24 e a delle manifestazioni. 

"E’ un aumento importante", spiega Strada dei Parchi, "conseguenza diretta del blocco delle tariffe imposto negli ultimi tre anni dal Ministero e della mancata approvazione, da quattro anni, del Piano Economico Finanziario di A24 ed A25. Ricordiamo che a partire dal 2014 e per il 2015 e 2016 il Ministero ha imposto tariffe calmierate rispetto agli aumenti previsti dalla Concessione, ignorando la clausola contrattuale del ristoro degli investimenti realizzati dalla Concessionaria sulla tratta autostradale, senza di contro adottare forme compensative alternative. Sul punto il TAR del Lazio ha condannato l’inerzia del Ministero, tanto che la Magistratura Amministrativa con propri sentenza ha ripristinato le condizioni previste nei contratti di concessione".

Strada dei Parchi continua la sua difesa preventiva: "La politica degli aumenti tariffari della Concessionaria non è il frutto di una decisione autonoma e unilaterale. Al contrario, è puntualmente regolata dal contratto di concessione, messo a gara dal Concedente e sottoscritto con Strada dei Parchi aggiudicataria della gara di concessione, che ha portato alla privatizzazione della gestione di A24 ed A25. E’ la Legge, dunque, che stabilisce i criteri per la determinazione delle tariffe, in base ad un mix di parametri che considerano il prezzo di concessione, pari a oltre 750 milioni di Euro oltre interessi corrisposto in rate annuali, l’incremento del tasso di inflazione, il totale degli investimenti effettuati, gli ammortamenti e i costi di gestione. Vieppiù inoltre che per ogni euro di pedaggio incassato dalla Strada dei Parchi, solo 43 centesimi restano nella disponibilità della concessionaria per garantire la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura, mentre i restanti 57 centesimi vanno a vario titolo allo Stato".

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Quindi Strada dei Parchi attacca: "E' bene sottolineare che la situazione attuale, che vede fare i conti con aumenti tariffari consistenti è frutto della mancata approvazione da ben oltre 5 anni del Piano Economico e Finanziario della Società da parte del Ministero dei Trasporti, da quando cioè è entrata in vigore la legge 228/2012. Tale norma avrebbe consentito non solo di adeguare l’infrastruttura autostradale ai nuovi standard di sicurezza antisismici, ma anche di rinegoziare, 5 anni fa, termini e condizioni del contratto di Concessione, al fine di conseguire aumenti tariffari sostenibili per l’utenza".

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