Bilancio, rischio stangata Irpef: sindacati sul piede di guerra

Lo prevede la bozza del decreto collegato alla legge di stabilità. Marino: "E' solo una possibilità, stiamo lavorando per non alzare le tasse"

Alla fine di settembre l'ipotesi era stata allontanata categoricamente dal sindaco Marino. L'aumento dell'Irpef per i romani però è sempre più vicina. La bozza del decreto collegato alla legge di stabilità, che dovrebbe essere esaminato nel prossimo Consiglio dei Ministri, prevede per il Comune di Roma la possibilità di aumentare l'aliquota dell'addizionale comunale Irpef dello 0,3 per cento. Come si legge nella relazione, la norma viene inserita ''per fronteggiare la situazione di squilibrio finanziario del Comune''.

La tassa quindi, attualmente è fissata allo 0,9 per cento, lieviterebbe ulteriormente. Una mazzata per i romani considerando che attualmente parte dell'addizionale versata, lo 0,4 per cento, viene dirottata sul  'debito storico' gestito dal commissario Varazzani. Debito che aumenterà ulteriormente con la norma 'Salva Roma' inserita nella legge di stabilità che prevede la possibilità di spostare tra i 400 e i 500 milioni di euro del deficit di bilancio del 2013 in tale gestione.

Per il sindaco Marino, l'aumento dell'Irpef è solo “una possibilità che il Ministero dell'Economia ha ritenuto opportuno inserire nella legge di stabilità” ha spiegato interrogato a riguardo. “Stiamo lavorando 18 ore al giorno per cercare di ridistribuire il bilancio per non tagliare le risorse, a iniziare dal sociale, e non innalzare le tasse” ha spiegato.

Contrari i sindacati. “Se il dl collegato alla legge di stabilità è un invito rivolto al Comune di Roma ad aumentare l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef, recuperando in questo modo fino a ulteriori 141 milioni di euro circa, riteniamo che questo sia un invito che il Comune di Roma debba respingere” hanno dichiarato in una nota i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil, Claudio Di Berardino, Mario Bertone e Pierpaolo Bombardieri, affidano la loro perplessità a una nota congiunta. Il comune è infatti “consapevole dello stato di crisi e di difficoltà economico-sociali in cui si trovano le famiglie e le persone a Roma. Senza dimenticare tra l’altro, che Roma è la città con le tasse più alte d’Italia”.

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Allarmato anche il presidente della Confcommercio romana Giuseppe Roscioli: “Danneggerà ulteriormente il mondo del commercio e dei servizi”. In una fase difficile per l'economia, ha spiegato, “indebolirà ancora di più i consumi”.

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