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Domenica, 19 Maggio 2024
Politica

Niente aumento per biglietti e abbonamenti Atac: la promessa della Regione

L'assessore ai trasporti Fabrizio Ghera, in commissione, promette che verranno individuati i fondi necessari a scongiurare l'aumento. Ma non esclude che si possa ritoccare il prezzo del BIT

Il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti del trasporto pubblico locale nel Lazio non aumenterà. Lo ha confermato l’assessore ai trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera, martedì 4 luglio, nel corso della commissione mobilità convocata appositamente per discutere del possibile aumento dei prezzi previsto, come da contratto di servizio siglato con Trenitalia nel 2018, dal primo agosto.

La Regione in cerca dei fondi per evitare gli aumenti

“La precedente giunta regionale aveva stabilito che dal primo agosto scattasse l’aumento del biglietto. Con il presidente Rocca, però, abbiamo pensato che non sia giusto intervenire da subito senza avere ragionato e valutato, eventualmente, soluzioni diverse - ha detto Ghera - pertanto l’aumento è scongiurato. Stiamo cercando soluzioni diverse sia nel bilancio regionale che nel nuovo riparto del fondo nazionale trasporti, per evitare l’aumento”.

Non è ancora chiaro, dunque, da dove arriveranno i fondi necessari per impedire che diventino effettive le misure previste nel contratto di servizio per ripagare Trenitalia (che fa parte del consorzio Metrebus insieme con Atac e Cotral) degli investimenti passati e futuri per il potenziamento del trasporto pubblico locale. Gli accordi iniziali prevedevano che il BIT, ovvero il biglietto integrato a tempo valido per 100 minuti dalla prima timbratura per un solo viaggio (anche su più linee) su tutti i mezzi dell'area urbana di Roma, passasse da 1,50 a 2 euro e l'abbonamento annuale da 250 a 350 euro, con un generale ritocco delle tariffe al rialzo.

Ipotesi aumento del solo BIT

Per scongiurare gli aumenti l'unica possibilità era appunto che la Regione, in accordo con le altre partecipate, con una manovra di assestamento trovasse i fondi per coprire la cifra, poco meno di 22 milioni di euro. E Ghera ha assicurato che "nel caso fosse impossibile trovare la somma necessaria ad evitare l’aumento, troveremo una soluzione per tutelare coloro che sono abbonati: pendolari, lavoratori o studenti, rispetto a chi fa un utilizzo momentaneo, giornaliero o settoriale dei mezzi pubblici, come i turisti”.

Le ipotesi, insomma, sono quelle già ipotizzata da Dossier: una manovra finanziaria concertata, in cui le aziende regionali e comunali riescono a ricavare i fondi necessari a scongiurare gli aumenti, oppure l'aumento del solo BIT, ovvero il biglietto ordinario da 100 minuti, così da evitare di andare a impattare sugli utilizzatori principali e costanti del sistema di trasporto pubblico cittadino, ovvero chi sottoscrive abbonamenti. Risposte più concrete e ufficiali dovranno necessariamente arrivare entro il 25 luglio, giorno in cui scatteranno le vendite degli abbonamenti in prevendita.

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