M5s, l'incubo liste per Raggi diventa realtà nel I municipio: "Il gruppo si autosospende. Vale anche per le elezioni"

Gli attivisti del Centro storico hanno dato l'annuncio, appoggiati dai consiglieri municipali: "Vertici riattivino un vero dialogo con la base"

Un banchetto organizzato dagli attivisti (foto dal gruppo Facebook)

In I municipio gli attivisti M5s sospendono le attività. Niente banchetti, sportelli informativi, gazebi, assemblee. E non solo per la campagna del referendum sul taglio dei parlamentari in programma per il prossimo 20 settembre. Lo stop di ogni iniziativa sul territorio riguarderà tutti i prossimi appuntamenti, elezioni comunali del 2021 comprese, almeno finché i vertici non batteranno un colpo. Uno strappo importante, formalizzato in un comunicato approvato il 2 settembre durante un'assemblea, e fatto circolare poi sui social network, sulla pagina del gruppo del I municipio. 

"Da oggi è sospesa ogni attività ed iniziativa relativamente alla prossima campagna referendaria sul taglio dei parlamentari. Tale sospensione continuerà anche per le future elezioni comunali 2021 di Roma incidendo altresì sulla presentazione della lista candidature del nostro territorio" scrivono i grillini. "La presente decisione del gruppo è nata al fine di ottenere un sincero e proficuo confronto con i cosiddetti vertici del Movimento su valorizzazione e considerazione dei gruppi territoriali di attivisti". 

Una scelta avallata anche dal gruppo municipale dei consiglieri. "Si chiede che la base torni a essere considerata, che vengano convocati a livello nazionale gli Stati generali" spiega a RomaToday la consigliera M5s Giusi Campanini. "Su questo aspetto il M5s sta latitando". Già, un'insofferenza quella montata tra i ranghi degli attivisti grillini negli anni che ora sembra pronta a rompere ogni argine. Il malcontento è forte, contro i vertici sia nazionali che romani. Tanti i gruppi municipali sfaldati su territori, dove l'attivismo a Cinque Stelle è ridotto quasi a zero e dove la frattura con il Campidoglio e con Virginia Raggi è conclamata. 

Per la sindaca, lo abbiamo raccontato nel dettaglio sulle pagine di RomaToday, riuscire a riempire le liste elettorali sarà infatti una strada certamente in salita. Intenzionata a ricandidarsi e ottenuto il via libera al terzo mandato sulla piattaforma Rousseau, ma con un consenso che stando ai sondaggi è più che dimezzato, dovrà presto fare i conti con l'assenza sostanziale di una squadra. Entro la prossima primavera servirà reclutare circa 300 potenziali eletti da inserire nelle liste, una per il Campidoglio e 15 per i municipi. Un'impresa che a oggi, stante il livello di malcontento raggiunto sui territori, appare più che mai impossibile. 

A solidarizzare con gli attivisti del I è il presidente dell'Assemblea capitolina Marcello De Vito. Il consigliere, da tempo in rotta con i vertici pentastellati, commenta: "Il Movimento ha sempre messo al centro la partecipazione degli attivisti. Ha sempre sostenuto che il principale scopo era quello di portare i cittadini a partecipare alla vita pubblica, riuscendo a creare uno spirito di comunità. Questo spirito purtroppo da tempo è perso. Da tempo è stata imboccata una strada sbagliata".

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Poi in riferimento alla votazione su Rousseau che ha portato all'abolizione della regola dei due mandati e aperto alle alleanze con altri partiti, prosegue: "Il punto non sta nel fatto che questi cardini siano stati messi in discussione. Il punto è nel modo in cui questo è avvenuto: senza un dibattito; senza una discussione generale sull'intera nuova organizzazione che il Movimento vuole - e a mio avviso deve - darsi, non solo cambiando la regola che in quel momento ti conviene cambiare; senza gli Stati Generali, il luogo appunto di confronto dove le varie mozioni (non quelle che ti calano dall'alto i vertici) dovrebbero essere esaminate. Quella che era la forza politica della partecipazione, è diventata totalmente verticistica". 

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