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Atac, è bufera sui premi ai dirigenti: "Ora anche ai lavoratori". Meleo: "Tutto regolare"

A sollevare la polemica i sindacati di autisti e dipendenti della municipalizzata, tutti contro l'accordo prenatalizio tra Atac e i rappresentanti dei manager

In busta paga da marzo dei premi per gli obiettivi raggiunti: 1,8 milioni di euro da distribuire tra 52 dirigenti aziendali. E' l'accordo firmato prima di Natale dalla "nuova" Atac del dg Manuel Fantasia e i rappresentanti dei vertici dirigenziali. E sta alimentando polemiche in seno ai sindacati, quelli dei lavoratori. Fit Cisl e Uil Trasporti hanno già alzato la voce con l'azienda: "Si ritiene improcrastinabile l’apertura di un tavolo per procedere all’erogazione di un premio per tutte le categorie dei lavoratori". Preso atto "delle nuove disponibilità economiche dell'azienda"

Un'intesa che in tempi di crisi per le finanze delle partecipate, non va giù nemmeno alla sindacalista di CambiaMenti, Micaela Quintavalle, la pasionaria che strizza l'occhio al Movimento Cinque Stelle. "Qui davvero rasentiamo il ridicolo" si sfoga su Facebook. Poi nella giornata di ieri una lettera inviata alla sindaca Raggi, al dg Fantasia e all'assessore Linda Meleo, firmata dal segretario regionale di CambiaMenti Alessandro Scarpa, per chiedere chiarimenti. "Non possiamo non ricordare che tutto il personale operativo di Atac non solo non percepisce più il cosiddetto premio di risultato e non è stato possibile applicare una tassazione agevolata, prevista dalla legge di stabilità, ma si è visto modificare la propria retribuzione attraverso gli effetti dell'accordo del 17 luglio 2015, quale necessità dovuta dalla prospettiva di un risanamento aziendale"

L'ASSESSORE - Sulla questione è intervenuta Meleo via Facebook. "In queste settimane ho sentito gridare allo scandalo e parlare addirittura di restaurazione in Atac da parte di chi ha poca familiarità con i meccanismi di gestione aziendale e strategica ed è in possesso di informazioni molto parziali su temi invece molto complessi". Dunque, "tra le tante anomalie trovate in Atac c’è quella legata ai premi di produzione dei dirigenti. In passato, infatti, non sono stati fissati gli obiettivi, raggiunti i quali si poteva accedere a questi. Per di più Atac ha deciso di non pagarli in questi anni. Fatto sta che tutti questi premi non gestiti adeguatamente dalle passate amministrazioni si sono trasformati in debiti che, cumulati, pesano nel bilancio della municipalizzata per 24 milioni di euro. Inoltre alcuni dirigenti hanno fatto ricorso, il Tribunale ha dato loro ragione e l’azienda è stata condannata a pagare. Tutto ciò andava corretto perche la legalità e il rispetto dei diritti dei lavoratori per quest’amministrazione sono fondamentali". 

E ancora: "Si parla tanto del caso dirigenti, ma non si dice nulla sul fatto che l’azienda riconoscerà gli scatti di anzianità finora non erogati a circa 3 mila dipendenti. Una situazione assurda che si protrae dal 1997 e che nessuno prima d’ora ha voluto affrontare di petto. Basta all’illegalità e ai premi a pioggia senza che siano stati raggiunti i traguardi fissati dall’azienda. Con noi in Atac la musica è cambiata".
 

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