Atac, abbonamenti più cari e più ore di lavoro per gli autisti: ecco il Piano industriale

Il documento è stato presentato questa mattina presso la commissione capitolina Mobilità. "Entro il 2016 raggiungeremo l'equilibrio economico" l'annuncio dell'ad Broggi

Obiettivo riequilibrio economico entro il 2016. In mezzo la 'razionalizzazione' delle linee bus, l'aumento del costo degli abbonamenti, la caccia all'evasione e un incremento, verso una “maggiore efficienza”, dell'orario di lavoro di autisti e personale metroferroviario. Sono solo alcuni dei punti del Piano industriale di Atac 2015-2019 presentato dall'ad dell'azienda Danilo Broggi e dall'assessore alla Mobilità Guido Improta questa mattina presso la commissione Mobilità di Roma Capitale.

'PIANO REALISTA ' - Un piano frutto di un lavoro “realista” diverso “da un qualsiasi libro dei sogni che però si rivelerebbe intraducibile nei fatti” ha sottolineato l'assessore Improta che nel corso della presentazione ha risposto indirettamente ad attacchi e critiche e difeso l'operato della sua amministrazione e dell'attuale management dell'azienda che porta su di sé un debito che pesa 1,6 miliardi di euro. “Quando ci siamo insediati non era nemmeno scontato che l'azienda arrivasse al 31 dicembre 2013 invece siamo riusciti a mettere in sicurezza una situazione disastrosa” ha affermato. “Se qualcuno pensa di poter fare di meglio ci fornisca gli strumenti”. Poi ha aggiunto: “Dobbiamo combattere tutte le sacche di inefficienza, dagli appalti alle regole d'ingaggio del lavoro, fino al modo di produrre servizi”. Poi ha aggiunto: “Dobbiamo puntare su una migliore programmazione dei servizi e sul potenziamento delle infrastrutture che già esistono”.

IL PIANOObiettivo del piano è quello di portare un'azienda oberata dai debiti verso il risanamento previsto nel 2016. Nel Piano, che ricalca le linee guida contenute nella lettera inviata quest'estate all'azienda da Improta, tutta una serie di misure che dovrebbero portare, secondo i vertici Atac, a “migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi erogati” senza però avere bisogno di ulteriori risorse economiche. Tra i punti presentati da Broggi l'aumento degli abbonamenti “che rimarrebbero comunque tra i più bassi d'Italia” e un “riequilibrio della ripartizione Metrebus dal primo gennaio 2015”; la lotta all'evasione attraverso “la polifunzionalità degli addetti a varie mansioni, in tutto 400 dipendenti”; la 'modifica delle regole di ingaggio' per autisti e personale metroferroviario con turni di lavoro più lunghi e un intervento nella 'catena di comando verticale' che “permetta di fare chiarezza sulle responsabilità”. Improta impone poi uno stop alle polemiche anche per quanto riguarda i dirigenti: “Abbiamo ridotto i costi del 33% e dal primo novembre non sono più nemmeno stati riconosciuti gli ad personan”.

QUALITA' DEL SERVIZIO - Nessuna nuova grande infrastruttura nel futuro del tpl romano, tranne la Metro C, ma "un incremento della qualità del servizio anche attraverso la rivisitazione dei processi industriali" il commento dell'assessore. “Il futuro di Atac poggia su una rivisitazione dei processi industriali finalizzati ad un incremento dei servizi resi e dei relativi standard: 330 nuovi autobus, tasso di regolarità delle corse incrementato di 10 punti percentuali (dall’83 al 93%); equilibrio tra componenti di costo e servizi resi; riattivazione degli investimenti (55 milioni nel biennio); modifica della struttura salariale e nuovo spazio per produttività e risultati conseguiti; patrimonializzazione dell’Azienda legata al conferimento dei nuovi treni CAF e non alla valorizzazione urbanistica del patrimonio immobiliare Atac i cui proventi devono essere finalizzati a migliorare il servizio e le esperienze di viaggio" ha spiegato Improta.

EQUILIBRIO ECONOMICO - “Nel 2016 Atac sarà in totale equilibrio economico e finanziario” l'annuncio di Broggi. Ecco i numeri: “Nel 2014 il valore della produzione di Atac è stato pari a 930 milioni mentre nel 2016 si attesterà a 1,07 miliardi” ha spiegato. Aumenta invece il contratto di servizio che passerà dai 423 milioni del 2014 ai 509 del 2015 fino ai 524 del 2016. Sulla stessa linea, secondo i calcoli di Atac, gli incassi di biglietti e abbonamenti che saranno pari a 273 milioni nel 2014, a 299 nel 2015 e 308 milioni nel 2016. In calo invece i debiti. Se Atac nel 2014 ne segnerà 422 milioni, nel 2015 questi scenderanno a 352 per fermarsi a 351 nel 2016. Stabili nel triennio i debiti nei confronti di Roma Capitale alla cifra 487 milioni.  In calo anche la voce ''altri debiti'' che saranno 332 alla fine del 2014, 282 nel 2015 e 272 nel 2016. Non mancano crediti consistenti “già certificati” che ammontano a ben 620 milioni di euro che la Regione dovrebbe versare nelle casse di Atac. “Se questi soldi fossero trasferiti non parleremmo più del fallimento di Atac” ha puntualizzato Improta. Infine la metro C. L'apertura della metro C, ha chiarito Broggi, "fino a quando non si arriverà a San Giovanni genererà perdite pari a 5 milioni nel 2014, 10,4 nel 2015 e 10,1 nel 2016".

LE LINEE BUS – "Sono sei mesi che sento parlare di tagli delle linee bus. Non è vero. È invece in corso una razionalizzazione in funzione della capacità di Atac di poter continuare ad operare” ha spiegato l'assessore in relazione alle modifiche del trasporto di superficie alcune delle quali già operative. Improta ha puntato il dito contro quanto avvenuto in passato quando è stato fatto l'errore di ampliare “le linee a dismisura e senza che Atac potesse permetterselo. Scelte di questo tipo hanno determinato un buco nei conti che la dirigenza attuale è chiamata a gestire. Dalla gestione Alemanno Atac è uscita delegittimata dal punto di vista morale, culturale e professionale".

ABBONAMENTI – Tra i provvedimenti più discussi l'aumento degli abbonamenti il cui costo salirà a 280 euro per quello annuale e a 38,5 per quello mensile a partire dal 1 gennaio 2015. "L'abbonamento mensile romano è tra i più bassi in Italia” ha commentato l'ad dell'azienda Danilo Broggi. “Quello annuale il più basso in assoluto e anche con gli aumenti Roma mantiene tariffe basse. Dopo questo aumento” assicura Broggi “le tariffe non saranno ritoccate all'insù fino al 2019”. L'aumento però potrà essere scongiurato "con una valorizzazione degli asset patrimoniali dell'azienda”. Novità positive invece per studenti e utenti 'fidelizzati'. Improta ha annunciato che è al vaglio l'introduzione di tariffe agevolate anche per gli studenti non residenti, “possiamo arrivare anche a fare una convenzione con l'Università”, e l'introduzione di agevolazioni “che favoriscano la fidelizzazione degli utenti”.

DISMISSIONI – La dismissione delle rimesse Atac, al vaglio in queste settimane in Campidoglio invece non è contenuta nel piano. “Abbiamo concentrato gli sforzi sulle dinamiche di conto economico ovvero sul funzionamento in esercizio” ha spiegato Broggi. “La dismissione del patrimonio è un elemento a garanzia del debito bancario ed è un qualcosa in più". Poi ha aggiunto Improta: “La destinazione di quegli immobili è una questione urbanistica che riguarda la città non l'equilibrio economico di Atac”.

LA PRESIDENTE DI COMMISSIONE – La presidente di commissione Anna Maria Cesaretti, ha scritto in una nota:"Il piano industriale Atac dimostra che l'azienda ha fatto notevoli passi in avanti in merito all'obiettivo strategico dell'efficientamento del tpl”. Cesaretti però si oppone alla decisione di aumentare gli abbonamenti: “Non è accettabile. Non si può chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini, almeno fino al momento in cui l'amministrazione comunale non sarà in grado di garantire la massima ottimizzazione del tpl”.  Cesaretti ha infine sottolineato come sia stata "comunque accolta la mia proposta di ripristinare da gennaio 2015 le agevolazioni tariffarie per over 70 e under 30 e per gli studenti universitari non residenti a Roma".

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