Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Atac, la cura Rettighieri: via nove dirigenti, più poteri al direttore generale

Approvata la nuova organizzazione dell'azienda: nelle mani di Rettighieri sono state centralizzate le principali strutture gestionali. Istituite inoltre due macro direzioni

Una nuova organizzazione aziendale e nove direzioni soppresse. In Atac continua la 'rivoluzione' Rettighieri. Ieri i vertici dell'azienda capitolina hanno approvato la nuova macrostruttura. Due le principali linee seguite: un taglio netto alle posizioni dirigenziali e “una catena di comando più corta per centralizzare le responsabilità”. In primis, una razionalizzazione “dei presidi organizzativi Direzionali” e al contempo “l’esigenza di fornire all’Amministratore Unico e al Direttore Generale una sintesi delle leve gestionali operative e strategiche” spiega Atac.

Così all'amministratore unico, il professor Armando Brandolese il compito di occuparsi delle “risorse necessarie al presidio delle funzioni di controllo e delle attività societarie”. Nelle mani del nuovo direttore generale, Marco Rettighieri, invece sono state centralizzate le principali strutture gestionali “consentendo così l'istituzione di una catena di comando corta che favorisca la responsabilizzazione dei processi e insieme l'efficienza nella loro gestione” spiega Atac in una nota.

In particolare, sono state istituite due macro direzioni: la Direzione Corporate e la Direzione Operations, “dove sono previsti tutti gli specifici servizi necessari a presidiare e ottimizzare ogni singolo processo aziendale”. Rispettivamente si occuperanno di “gestione e controllo dei ricavi” e quelle di “generazione dei costi e dei servizi”.

Spiega Atac: “La nuova organizzazione, che vede anche la soppressione di ben nove Direzioni,  si pone come obiettivo quello di contribuire in maniera efficace al rilancio dei processi industriali, sia sul lato dei costi che delle prestazioni, per arrivare a erogare un servizio sempre più incentrato sulle necessità della clientela, secondo i criteri della sostenibilità e dell'efficienza”. 

Per Rettighieri, “la nuova organizzazione, unita al quadro di certezze rappresentato dal nuovo contratto di servizio, consentirà all'azienda di traguardare l'obiettivo di una gestione efficiente con quello di un servizio adatto alle esigenze di una realtà complessa come è la capitale d'Italia. Atac farà quanto è nelle sue possibilità per arrivare alla scadenza del nuovo contratto di servizio, prevista per il 2019, con le carte in regola per partecipare all'evoluzione richiesta dal contesto normativo".

Rettighieri è arrivato ai vertici dell'azienda capitolina a febbraio, dopo l'esperienza di Expo. Subito dopo il suo insediamento ha iniziato a mettere mano all'organizzazione della municipalizzata capitolina. Uno dei primi atti è stato infatti l'accentramento nelle sue mani di tutte le deleghe “afferenti centri di spesa e di costo rilevanti” come il personale, gli acquisti e i ricavi del mercato, ovvero i biglietti. Sono così saltate le deleghe del capo del Personale, Giuseppe De Paoli; quelle del responsabile della Direzione Affari Legali, Patrimonio e Acquisti, Franco Middei, e quelle del direttore della divisione Servizi per la Mobilità, Emilio Cera. Tra le mansioni di quest'ultimo c'era anche la lotta all'evasione tariffaria. 

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