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Atac, Improta apre alla privatizzazione: "Prima una ristrutturazione, non facciamo come Alitalia"

Il prossimo 31 marzo scade il contratto di servizio dell'azienda di trasporto capitolina. Improta: "Capire se riusciamo a salvaguardare i livelli di servizio o se dovremo andare a una riduzione"

Due giorni fa la dura precisazione di Atac verso le istituzioni in merito al mancato incasso di una parte del contratto di servizio additato come una delle cause del dissesto finanziario della società di trasporti. "Il totale dei crediti ammonta a 1,5 miliardi di euro" ha scritto l'azienda. Poi una precisazione dell'assessorato al Bilancio che corregge il tiro: “Roma Capitale ha sempre assicurato la massima tempestività nella erogazione dei flussi di pagamento a favore di Atac”. Specifica il Campidoglio: “I crediti vantati dalla società nei confronti di Roma Capitale ammontano a 481 milioni di euro, mentre i debiti della stessa verso Roma Capitale si attestano al superiore importo di 533 milioni di euro”.

È questo il clima, non proprio sereno, con cui ci si avvicina alla scadenza del contratto di servizio dell'azienda capitolina fissato per il prossimo 31 marzo. Prima, il 27 marzo, l'assemblea dei soci per l'approvazione del bilancio 2013. Una discussione su cui pesa non poco la situazione economica del Campidoglio alle prese con l'elaborazione del piano di rientro da presentare al governo Renzi, legato a doppio filo al decreto 'Salva-Roma', e con quella parimenti complicata del bilancio 2014. Del resto più volte nei mesi scorsi si è parlato di ricontrattazione dei contratti di servizio. “Avvieremo una due diligence con tutte le municipalizzate” ha spiegato il sindaco nei mesi scorsi.

Proprio mercoledì l'assessore alla Mobilità Guido Improta ne ha parlato alla presentazione di Metropoli Roma, la nuova associazione lanciata dal deputato Pd Umberto Marroni. Il contratto di servizio “sarà ancorato ai costi standard, che al momento non esistono. Noi vogliamo introdurre un parametro quantitativo ed elementi qualitativi con delle premialità se l'azienda sarà in grado di rispondere con flessibilità organizzativa ad un grande evento e con delle detrazioni in caso di mancanza di decoro, di ritardi o sciatteria”. Prima aveva spiegato: “Il contratto di servizio con Atac scade il 31 marzo e al momento non ci sono le condizioni per poterlo rinnovare. Poi inevitabilmente ci sarà una proroga il problema è capire se riusciamo a salvaguardare i livelli di servizio o se dovremo andare a una riduzione dell'attuale standard di servizio”.

Improta non si è dichiarato contrario a una privatizzazione anche se subordinata a un risanamento. “L'azienda del trasporto pubblico oggi non ha valore, dobbiamo lavorare sulla sua riorganizzazione e ristrutturazione. Non facciamo come Padoa Schioppa con la gara internazionale per Alitalia andata deserta” ha affermato. “Poi si può immaginare una fase due che consenta l'accesso ai privati mantenendo il controllo pubblico”. L'ipotesi però non è piaciuta al vicesindaco Luigi Nieri che a margine di una conferenza stampa in Campidoglio ha affermato: “Oggi siamo in una fase complicata di bilancio e di fondi. Non è questo il momento di parlare di privatizzazione di Atac” ha detto. “Questa è la fase di rendere efficiente l'azienda. E' evidente che gli anni di Parentopoli, e questo non lo diciamo noi ma le inchieste della Procura della Repubblica, non sono passati senza creare danni. Questa Giunta sta affrontando i danni creati”.

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