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I conti dell'Atac: "Situazione di sofferenza finanziaria per i mancati incassi"

L'azienda: "Se avessimo incassato tutte le somme che le spettavano per i contratti di servizio con le istituzioni, l'azienda oggi non avrebbe una condizione di sofferenza finanziaria che mette a repentaglio la continuità aziendale"

I nodi vengono al pettine. La situazione di dissesto finanziario dell'Atac inizia, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, ad avere le proprie ripercussioni sul servizio reso ai cittadini. Dopo il caso dei lavoratori delle ditte delle pulizie, che ha portato per giorni i rifiuti nelle stazioni, ieri è stata la volta dei pesanti rallentamenti tra Magliana e Laurentina, causa lavori non pagati. Una metro a passo d'uomo, per colpa di debiti non pagati nei confronti dei fornitori.

Per Adoc si tratta "dell’ennesimo scandalo dell’azienda pubblica capitolina che danneggia esclusivamente gli utenti del servizio".  "Nonostante l’aumento del costo di biglietti e abbonamenti", spiega Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc, "nulla è cambiato dal punto di vista qualitativo, anzi il servizio è peggiorato. Un efficiente trasporto pubblico incide sulla qualità della vita dei cittadini, ma nella Capitale la situazione è drammatica, ha la più bassa viabilità a livello europeo".

Atac però non ci sta e, dopo l'allarme lanciato ieri, oggi ha presentato per l'ennesima volta i propri conti. L'ha fatto con un comunicato durissimo, in cui punta l'indice nei confronti della politica, vera responsabile, a causa dei mancati pagamenti, dell'attuale situazione finanziaria.

Atac sottolinea infatti che "se avesse incassato tutte le somme che le spettavano per i contratti di servizio con le istituzioni, l'azienda oggi non avrebbe una condizione di sofferenza finanziaria che mette a repentaglio la continuità aziendale". La conferma arriva dall'analisi della situazione economica e patrimoniale dell'azienda, che a fronte di una ingente massa debitoria vede una altrettanto ingente massa creditoria, vantata nei confronti della Regione Lazio e di Roma Capitale, la cui mancata erogazione nel tempo ha provocato l'aumento dell'indebitamento verso le banche e i fornitori. "Le difficoltà dell'azienda", attacca Atac, "di conseguenza, sono di natura essenzialmente finanziaria, come dimostra lo stato della gestione caratteristica che è in sostanziale equilibrio".

I CREDITI A FINE 2013 -  Al 31 dicembre 2013, Atac vantava crediti complessivi per circa un miliardo di euro. "A questi", spiega l'azienda, "bisognerebbe aggiungere altri 408 milioni, vantati nei confronti della Regione Lazio, che l'azienda ha dovuto inserire in un fondo svalutazione crediti per ragioni prudenziali, e altri 61 milioni vantati nei confronti di Roma Capitale, svalutati per la stessa ragione". Al lordo di tali svalutazioni, il totale dei crediti ammonterebbe a quasi 1,5 miliardi di euro.

I DEBITI A FINE 2013 - A fronte di questa situazione creditoria, l'azienda ha circa 1,16 miliardi di debiti a breve termine, di cui 483 nei confronti dei fornitori (382 già scaduti). Ci sono poi debiti a lungo termine per circa 570 milioni, in gran parte (384 milioni) nei confronti di Roma Capitale.

GRATUITA' - Il costo della gratuità. Fra le partite che appesantiscono la gestione, spicca quella delle gratuità delle metrebus card che la Regione Lazio ha concesso a diverse categorie senza prevedere, allo stato attuale, pressoché alcuna forma di rimborso ad Atac. "Questa partita", conclude Atac, "vale diversi milioni di euro l'anno di ulteriori mancati incassi per Atac. Si parla di almeno 185 milioni di mancati incassi solo dal 2003 al 2010".

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