Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Atac, primo passo dei sindacati verso lo sciopero: "Lavoratori inascoltati"

Cgil, Cisl e Uil: "Mancata convocazione delle richiesta di incontro"

Si alza la tensione su Atac. Come preannunciato nei giorni scorsi, i sindacati hanno mosso il primo passo verso lo sciopero. La comunicazione, che in termini tecnici ha come oggetto una "apertura delle procedure di raffreddamento e conciliazione", è stata inoltrata questa mattina dalle sigle Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti delle segreterie di Roma e Lazio alle autorità di competenza, tra cui l'Ufficio di Gabinetto di Virginia Raggi, l'assessora alla Mobilità, Linda Meleo e la Prefetta Paola Basilone. A scatenare la reazione dei rappresentanti dei lavoratori il silenzio del Campidoglio in merito alla delicata decisione di proseguire sulla strada del concordato preventivo come via d'uscita dalla drammatica situazione dei conti di Atac, gravata da un debito da oltre un miliardo di euro. 

Le motivazioni dello sciopero

La decisione, si legge nel documento, è stata presa "a seguito della mancata convocazione alla richiesta di incontro con queste organizzazioni sindacali" in merito "alla situazione finanziaria di Atac", "ad un confronto costante e continuo sulle scelte strategiche" e alla "salvaguardia dei livelli occupazionali e la mantenimento della contrattazione di secondo livello". 

Incontro urgente 

La richiesta di un "incontro urgente" era partita l'8 agosto scorso, indirizzata a Raggi, Meleo e ai vertici di Atac. L'ex dg Bruno Rota se n'era appena andato sbattendo la porta e aprendo la strada ad un nuovo cambio ai vertici dell'azienda capitolina con la nomina di Paolo Simioni a presidente amministratore delegato e direttore generale. Ma la convocazione non è mai arrivata. 

Le preoccupazioni dei sindacati

Ecco le maggiori preoccupazioni dei sindacati: "La gestione manageriale di Atac ha caratterizzato un'instabilità pericolosa, che ora mostra i suoi risvolti: ciascun dirigente aziendale che si è succeduto ha proposto cure e ricette personali, alle quali non si è mai dato seguito". E ancora, in merito al concordato e alla situazione finanziaria di Atac: "Se le notizie apparse dovessero essere confermate, risulta inconcepibile come tali decisioni delicate possano essere prese da un giorno all'altro, senza un approfondito studio tecnico che preveda una necessaria interlocuzione con oltre 11 mila dipendenti, rappresentati dalle proprie organizzazioni sindacali" concludono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. 

Assenza di interlocuzione

E decisi ad attivare "tutte le iniziative a tutela del mantenimento dei diritti dei lavoratori" sono anche Or.S.A Tpl Roma, Usb Roma, Sul Ct, Faisa Confail e Fast Confsal. La motivazione: "Assenza totale di interlocuzione da parte dell'assessorato di Città in Movimento e della governance aziendale con le rappresentanze dei lavoratori, unici a non venir ascoltati su una questione da cui dipende il loro futuro" si legge in una nota stampa.

Mancata convocazione

"Troviamo inconcepibile che in questa fase cruciale, le parti sociali non siano state ancora convocate e messe a conoscenza dei provvedimenti che si intendono intraprendere per salvaguardare i livelli occupazionali e il servizio erogato all’utenza" scrive in una nota il segretario del SulCt di Roma e Lazio Renzo Coppini. "Non permetteremo che siano i lavoratori a pagare per il dissesto economico creato da altri, derivato da un modo di gestire discutibile. Vogliamo i veri responsabili, chi, nel sistema politico-sindacale, ha commesso errori (e orrori) tali da determinare il disastro di Atac. Insieme alle altre sigle Sindacali, che hanno condiviso le nostre ultime battaglie" conclude Coppini, "organizzeremo iniziative in tutela dei diritti dei lavoratori e per mantenere pubblica l’Azienda". 

7 settembre presidio in Campidoglio

Si alza la tensione in vista del consiglio comunale straordinario sulla situazione di Atac in programma per il 7 settembre. Per quel giorno, l'Unione sindacale di base ha indetto un presidio nella piazza del Campidoglio. "La scelta di procedere verso il concordato, sventolato come unica alternativa al risanamento dell'ingente debito dell'azienda municipalizzata, desta non poche perplessità" si legge in una nota. "Rimettendo le sorti dell'azienda nelle mani di un tribunale, quale responsabilità si sta assumendo la giunta pentastellata nei confronti dei cittadini e degli oltre 11.000 lavoratori di Atac che già pagano tutti i giorni per la mala gestione politica di un servizio pubblico?".

Alternative al concordato

Il sindacato, in una lettera aperta indirizzata ai capigruppo consiliari, ha espresso le proprie proposte alternative: "Procedere contratto di servizio ad Atac al 2024 e con un piano industriale che preveda un rientro del debito dilazionato nei prossimi sette anni" proseguendo con la "ricontrattazione del debito" nei confronti delle istituzioni pubbliche. E ancora: "Rivedere le quote del Fondo nazionale dei trasporti con il Ministero e la Regione, prevedendone un adeguato incremento". Infine: "Lavorare per la costruzione di un'unica Azienda Regionale Pubblica del Trasporto che consentirebbe una gestione più razionale delle risorse economiche". Per l'Usb il 29 settembre prossimo sarà anche la volta dello sciopero cittadino "in difesa dei servizi pubblici". 
 

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