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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

"Metro vecchie e guasti ai bus: il caos trasporti mette a rischio le Olimpiadi"

E' l'allarme lanciato dagli eponenti Ncd Augello, Piso e Angelilli nel corso di una conferenza stampa. Forniti alcuni numeri: "Atac garantisce solo il 50% del suo potenziale servizio per colpa del sui deficit strutturale"

Mezzi troppo vecchi, infrastrutture da rifare e guasti che lievitano con il passare degli anni. “C'è il serio rischio che la condizione dei trasporti della Capitale metta in discussione la candidatura Olimpica di Roma”. È l'allarme lanciato questa mattina dal senatore Ncd Andrea Augello che insieme al deputato Vincenzo Piso e alla coordinatrice del Lazio Roberta Angelilli hanno esposto una serie di numeri sul tracollo di Atac. Numeri che testimoniano che “oggi Atac garantisce solo il 50% del suo potenziale per via del suo deficit. E l'attuale Piano industriale di Atac non pone le condizioni per risolverle”. 

METRO VECCHIE - “Su alcune tratte Atac impone dei rallentamenti perché i binari sono troppo vecchi” la denuncia. Tra i numeri forniti quelli dell'anzianità del materiale “con treni della metro A che presentano un'età media di 15 anni, quelli della B di 28, sulla Roma-Lido 32 anni, Giardinetti 34 anni, e Roma-Viterbo 32 anni”. E ancora: “58 treni sono a fine vita utile e devono effettuare la revisione generale”. Tra i deficit strutturali anche quello della climatizzazione. “Molti treni non sono climatizzati perchè sono talmente vecchi da non avere nemmeno gli impianti adeguati”. Il caso limite sono i treni della Roma-Viterbo e della Roma-Giardinetti con uno 0% di treni forniti di impianto di climatizzazione. 

L'AMMODERNAMENTO - Per gli esponenti Ncd per adeguare il trasporto metroferroviario sarebbe necessario circa un miliardo di euro. “Sulla linea B sarebbe urgente un ammodernamento delle sottostazioni elettriche. In caso contrario, il rischio è di avere i treni a disposizione ma non poterli far muovere”. Sottolineata anche l'inadeguatezza del deposito di Magliana “pieno di materiale rotabile da alienare che impedisce le manovre e crea ritardi, così così come le interferenze tra la linea B e la metro Lido, o i binari non elettrificati che non permettono la movimentazione dei treni”. Per Augello e Piso nei tunnel sarebbe a rischio anche la sicurezza: “I camminamenti di emergenza spesso sono occupati da materiale abbandonato che in caso di necessità renderebbe difficile il deflusso degli utenti”. E così la “non agibilità dei cosiddetti tronchini che dovrebbero garantire il ricovero dei treni guasti e lo sgombero repentino delle tratte in casi di emergenza”. 

LA RETE DI SUPERFICIE – Allarme anche sui bus e sui tram. “Il 50% dei bus ha più di dieci anni e solo una minima parte, il 25%, sono a norma” hanno spiegato illustrando alcune tabelle. Inevitabili i guasti: “L'andamento medio dei guasti è in crescita e nel 2015 ha raggiunto il valore peggiore degli ultimi 10 anni: nei primi sei mesi ammonta al 32% dei guasti contro il 24% dell'anno precedente”. Risultato? “Nei primi sei mesi del 2015 la disponibilità dei mezzi è precipitata, in media il 47% dei mezzi non è disponibile ed è fermo”. Con punte negative nei depositi di “Portonaccio, con solo il 24% di vetture disponibili, e Magliana, il 34%”. Infine le corse perse che “a giugno hanno raggiunto il record del 10%”. 

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