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Autobus Atac (immagine d'archivio, fonte Ansa)

Autobus Atac (immagine d'archivio, fonte Ansa)

Atac, ok al bilancio 2019: il servizio erogato aumenta dell'1,6%, ma ancora non rispetta il contratto di servizio 

"Mettiamo a segno un altro risultato" commenta la sindaca Virginia Raggi. Critiche dalla Cgil: "Azienda è risanata quando risponde al 100% al contratto di servizio"

L'assemblea dei soci approva il bilancio 2019 di Atac, chiuso con il segno più e un utile d'esercizio pari a 7 milioni e 612mila euro. Un buon risultato sul piano economico finanziario che porta la firma dall'ex presidente della municipalizzata Paolo Simioni, lo scorso maggio nominato ai vertici di Enav e sostituito con l'ex liquidatore di Roma Metropolitane Giovanni Mottura. 

Entrando nel dettaglio, i conti rilevano un patrimonio al 31 dicembre 2019 di 629mila 522 euro, rispetto a quello negativo di 169mila 805 al termine dell'esercizio precedente. L'utile, pari a 7 milioni e 612mila euro, risulta in crescita rispetto a quello del 2018, fermo a 839mila 558 euro. Il margine operativo lordo è positivo per euro 92 milioni e 126mila, con incremento di 2 milioni e 254 mila euro rispetto a quello del 2018. "Con l'approvazione del bilancio di esercizio 2019 di Atac mettiamo a segno un altro risultato: manteniamo i conti in ordine e destiniamo investimenti importanti per il rinnovo della flotta" commenta la sindaca Virginia Raggi. 

Poi ci sono i dati sul servizio erogato, in crescita rispetto al 2018. In totale la produzione complessiva di chilometri, tra bus, tram e metropolitane, è di 149,5 milioni. Superiore dell'1,6% rispetto a quella conseguita nel 2018. "L'incremento della produzione è da attribuire per la componente principale al servizio di superficie che ha fatto rilevare un aumento del 2,46% (+2.030.199 vetture/km) - si legge nella nota stampa diffusa dall'azienda - rispetto a quanto rilevato nel 2018 grazie agli interventi di manutenzione straordinaria su parte della flotta bus e all'ingresso in esercizio di 38 bus nuovi in usufrutto e di 227 bus nuovi di proprietà di Roma Capitale concessi in usufrutto ad Atac".

Già, il numero di chilometri percorsi però resta ancora inferiore rispetto a quello fissato dal contratto di servizio (firmato nel 2015 e di recente prorogato fino al 2021) che fissa il tetto a circa 170 milioni di vetture/km l'anno. Circa meno 12% di servizio effettuato rispetto al programmato. "In termini economici-finanziari sono risultati di tutto rispetto" commenta Daniele Fuligni, segretario Filt Cgil Roma e Lazio. "In termini operativi e di servizio erogato è però necessaria l'attuazione in tempi brevi del piano assunzionale e l'arrivo dei nuovi bus già acquistati. L'azienda si potrà definire realmente risanata quando riuscirà ad onorare il 100% del contratto di servizio". 

Per quanto riguarda poi il 2020, il quadro contabile è necessariamente destinato a peggiorare a causa dell'emergenza coronavirus e della drastica riduzione del servizio tra marzo e giugno. I dirigenti aziendali hanno già stimato le prime perdite. "A maggio abbiamo calcolato una riduzione dei ricavi di 50 milioni di euro" spiegava in una recente riunione della commissione Mobilità, Stefano Guadalupi, direttore pianificazione e contratti di servizio di Atac. "Abbiamo poi elaborato gli scenari base per il corrente esercizio e, tenendo conto che nel  2018-19 il valore storico dei ricavi si era attestato a 270 milioni, stimiamo di chiudere l'anno a 120 milioni di ricavi. Quindi la differenza dagli attuali 50 milioni salirà fino ad oltre 150 milioni". 

Una falla nei conti che non potrà non pesare direttamente sul concordato preventivo, la procedura avviata in Tribunale per ripianare i debiti dell'azienda e scongiurarne il default. A fine giugno sono stati avviati i pagamenti dei creditori privilegiati per complessivi 111,5 milioni di euro. In totale circa 10.000 beneficiari tra cui 9000 dipendenti, professionisti, artigiani, cooperative, fisco, enti previdenziali e creditori ipotecari. Rimane però la parte relativa ai creditori chirografari, quelli senza cause legittime di prelazione. Per loro il pagamento, date le pesanti ripercussioni del covid sul bilancio 2020, non potrà che slittare. 

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