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Atac, spunta la truffa dei biglietti clonati: in dieci anni danni per un miliardo di euro

A rivelarlo, un'inchiesta di La Repubblica firmata da Daniele Autieri e Carlo Bonini. La Guardia di Finanza indaga dal marzo 2012: "Sistema oliatissimo"

E' stata ribattezzata la 'truffa dei biglietti clonati' e interessa l'azienda di trasporto pubblico locale: l'Atac. La notizia è stata svelata dal quotidiano La Repubblica in un'inchiesta di Daniele Autieri e Carlo Bonini che parlano dell'esistenza di un “flusso incontrollato di 'titoli di viaggio' falsi, stampati da Atac e girati ai rivenditori ufficiali, consentirebbe infatti di accantonare fuori bilancio circa 70 milioni di euro all'anno”. In un momento delicato per l'Atac, in bilico sui debiti, attraversata dalle proteste dei lavoratori e con gli utenti sempre sul piede di guerra per ritardi e disservizi, La Repubblica rivela "una truffa colossale".

Non un sistema recente. Autieri e Bonini parlano di “un Sistema che, da dieci anni almeno, finanzia la politica a Roma”. Nel video che affianca l'inchiesta, Autieri spiega: “Nel marzo del 2012 la Guardia di Finanza scova un'associazione a delinquere dedita alla produzione, commercializzazione e vendita di titoli di viaggio falsi. Quattordici persone finiscono sul registro degli indagati”. Sulla truffa dei biglietti falsi ci ha lavorato, nell'agosto del 2012, anche un gruppo di tecnici che ha delineato un “sistema oliatissimo” con un “danno all'azienda di 100 milioni di euro all'anno”. Come riporta Repubblica, si legge nella relazione: “La maggior parte degli illeciti attinenti i titoli di viaggio sono avvenuti a mezzo complicità interne all'azienda (...). Ciò perché il settore dei titoli di viaggio Atac è vasto e complesso, il personale impiegato è numeroso, i compartimenti sono stagni”.

Ma come funziona questo sistema? Nel video Autieri spiega che secondo gli inquirenti “ci sono due sistemi di contraffazione”: la clonazione e “la stampa di biglietti con ordinativi successivi a quelli già programmati da Atac”. Nessuno però si accorge della truffa perché una volta passati dai tornelli questi non distinguono i biglietti falsi dagli altri. Spiega una fonte interna all'Atac: “Tutti i biglietti emessi da Atac hanno un numero. Quando il biglietto viene ceduto ai rivenditori ufficiali entra automaticamente in una white list. Una volta acquistato e obliterato, finisce invece in una black list. Così quando il ciclo si conclude, white liste black list si ricongiungono e i biglietti venduti e utilizzati vengono cancellati. Quest'ultimo passaggio nel sistema di Atac non c'è”. Il sistema dura da anni.

Conclude l'articolo: “Il 7 marzo scorso la Procura ha inviato avvisi di garanzia a tre alti dirigenti dell'Azienda (l'allora direttore commerciale, il responsabile della bigliettazione elettronica e il dirigente del settore informatico). Nulla è accaduto”.

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