L'annus horribilis di Atac tra scale mobili rotte, autisti aggrediti e flambus

Atac rinasce per il M5s, ma il servizio soffre. Dall'incidente di Repubblica allo schianto del bus contro un albero: cronaca di un'azienda ancora lontana dalla normalità

Ottobre 2018: chiude la stazione Repubblica per un incidente sulle scale mobili. Ottobre 2019: un bus si schianta contro un albero, 60 passeggeri rimangono feriti. Nel mezzo i dodici mesi più neri per Atac, tra scale mobili rotte, mezzi a fuoco, autisti che di notte, specie in periferia, rischiano la vita. Eccolo, il lungo, e pessimo, anno della partecipata dei trasporti di Roma. Il concordato preventivo per salvare i conti è in corso, tra gli applausi del M5s in Campidoglio che puntualmente rivendica il risultato: "Società risanata e pubblica". Già, il servizio però continua a fare acqua. E a dimostrarlo ci sono gli ultimi dodici mesi di eventi, non proprio rosei per il servizio di bus e metro. 

L'incubo scale mobili

Si parte il 23 ottobre del 2018. Una giornata campale che tutti ricordano. Una scala mobile della metro Repubblica collassa con sopra un gruppo di tifosi del Cska Mosca. Ventiquattro rimangono feriti, cinque sono gravi, la fermata è inagibile, sotto sequestro. Sui fatti indaga la Procura. Ma è solo l'inizio. Cinque mesi dopo, con Repubblica ancora chiusa, come nel peggiore degli incubi, la scena si ripete nella vicina metro Barberini. Scala mobile accartocciata, utenti feriti. Chiude anche questa. E poche ore dopo, per controllo straordinari, i treni non fermano più nemmeno a Spagna. Il centro storico rimane senza metro, per mesi. E quello della manutenzione degli impianti di risalita diventa un caso nazionale. Quattro gli indagati e un sistema di omessi controlli che sta man mano venendo a galla. 

Bus a fuoco e senza manutenzione

Ma se la metro piange, la rete di bus di superficie ha ben poco da ridere. Stanno arrivando a scaglioni in queste settimane i nuovi autobus, 80 mezzi della flotta nuova (227 in totale acquistati) con Virginia Raggi che ha già fatto ben otto inaugurazioni, una per ogni tranche di mezzi pronti a essere messi su strada. Nel frattempo però, la stragrande maggioranza di quelli che girano ancora in città sono vecchi di 20 anni, e senza manutenzione da secoli. L'ultimo ad andare a fuoco è di fine settembre a Tor Bella Monaca. E d'estate, gli scarsi interventi sui pezzi di ricambio hanno mandato in tilt i sistemi di climatizzazione. Niente aria condizionata, quaranta gradi in cabina e tra i seggiolini, autisti e passeggeri stremati. Secondo un report fornito dalla stessa Atac, lo scorso giugno si sono toccati picchi di 200 guasti al giorno, con il 15% dei mezzi simili a forni mobili.  

Autisti picchiati sui mezzi

Altro tasto dolente che in questo anno è tornato agli onori della cronaca, purtroppo, riguarda la sicurezza. Tante, troppe, le aggressioni agli autisti, specie quando attraversano, nelle fasce serali e notturne, i quartieri di periferia. I sindacati tornano a chiedere le solite misure di sicurezza che non arrivano mai: il pulsante di emergenza che avvisa la centrale operativa, le telecamere a bordo attive, il posto guida con cabina chiusa. L'ultimo episodio in ordine di tempo: il conducente pestato a sangue da una banda di teppisti a fine settembre, su un bus nel quartiere Boccea. 

E arriviamo al mese di ottobre e alla giornata di ieri. L'autista Atac che conduce il bus della linea 301 si schianta contro un albero sulla via Cassia alle ore 9 del mattino. In ospedale sono finite cinquanta persone che erano a bordo, guidatore compreso. La Procura indaga e anche Atac avvia un'indagine interna. Al momento hanno dato esito negativo i test alcolemici e tossicologici eseguiti sul 40enne che guidava il mezzo. Rimane da capire come sia finito fuori strada. Un malore alla guida, una distrazione dovuta ad un presunto utilizzo del telefono cellulare, senza escludere un guasto meccanico al bus o un problema al sistema frenante dello stesso. Al di là della dinamica, fondamentale certo per determinare le responsabilità dell'accaduto, Atac ha segnato sul calendario l'ennesima giornata buia per le strade della città. 

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