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Ex Snia, sul taglio degli alberi Montuori chiede l'intervento del Prefetto: "Valutare il danno ambientale"

Si tratta di una richiesta di intervento statale da parte di un ente locale prevista per legge in caso di danno ambientale. Montuori: "Abbiamo trasmesso fotografie e le comunicazioni che certificano assenza di autorizzazioni"

L’assessore all’Urbanistica del comune di Roma, Luca Montuori, ha inoltrato al prefetto di Roma una segnalazione per un possibile danno ambientale in relazione alle attività di rimozione della vegetazione e taglio degli alberi all'interno dell'area dell'ex fabbrica della Snia, che sorge a ridosso del monumento naturale del lago Bullicante, di proprietà del gruppo immobiliare Pulcini, chiedendo un intervento. Per legge, infatti, gli enti locali, di fronte a un danno ambientale, o a una possibile minaccia di esso, possono chiedere l'intervento statale, in particolare del ministero dell’Ambiente, depositando denunce e osservazioni presso le prefetture.

Ho avanzato personalmente questa segnalazione chiedendo verifiche”, ha spiegato Montuori, a Romatoday. “Abbiamo trasmesso sia le comunicazioni che certificano la mancanza di autorizzazioni, sia le fotografie scattate dai cittadini, che testimoniano il taglio delle alberature, perché ci sono gli estremi per ipotizzare un danno ambientale. Ormai tutti gli enti di controllo sono stati allertati, se si dovesse confermare un’attività non legittima chi l’ha portata avanti se ne prenderà la responsabilità. In caso contrario, non c’è nulla da temere”. Poi ha spiegato: “Ricordo che c’è una nota della Soprintendenza che segnala di non aver rilasciato alcuna autorizzazione in merito a interventi nell’area vincolata e che presso il dipartimento Ambiente capitolino non è arrivata alcuna richiesta”. 

L’ex area industriale che sorge nei pressi di largo Preneste, così come spiegato anche da Roma Natura a Romatoday nel febbraio del 2021, per le sue caratteristiche naturalistiche sarebbe potuta rientrare nel perimetro del vicino monumento naturale, in quanto parte del medesimo ecosistema. L’ente che gestisce i parchi della capitale ha infatti avviato un’istruttoria per presentare formalmente entro giugno 2021 una richiesta di allargamento alla Regione Lazio. Tra i ruderi dell’ex fabbrica, si è formato un ecosistema funzionale a ‘proteggere’ il lago dalla pressione antropica dei quartieri vicini, tra i più densamente edificati di Roma, e negli anni sono cresciuti alcuni habitat naturali protetti dalle normative europee. Anche l’avifauna che vi nidificava era in parte in tutelata. La zona, inoltre, è vincolata dal punto di vista paesistico, e prima di effettuare interventi sono necessarie autorizzazioni della Soprintendenza di Stato e del dipartimento capitolino Ambiente. In questo periodo, inoltre, sono in vigore gli effetti della legge 157/92 (Norme per la protezione della fauna selvatica, ndr) che dispone che tra marzo e settembre (per Roma, con alto rischio tra aprile e luglio, ndr), venga interrotto ogni intervento su qualsiasi albero o boscaglia ritenuto luogo di nidificazione.

Così negli ultimi giorni si è fatta sempre più forte la richiesta dei cittadini a Roma Capitale di procedere con l’esproprio dell’area. In merito, Montuori ha commentato: “Roma capitale ha già chiesto alla Regione Lazio l’ampliamento del perimetro del monumento naturale. Questo faciliterebbe di molto l’attività espropriativa per destinarla a verde, mentre la sussistenza di diritti edificatori (l’area è destinata a servizi, ndr) comporta difficoltà procedurali ed economiche non indifferenti. È stato un errore non inserire nel decreto regionale un perimetro più largo. Ci auguriamo che Roma Natura si esprima sull’ampliamento del vincolo e che la Regione Lazio avvii la procedura che definisce l’inglobamento dell’area privata”.

In attesa del via libera dell’autorità giudiziaria a un sopralluogo di Polizia locale, Soprintendenza di Stato, V municipio, dipartimento Pau e Guardia forestale, ai quali nei giorni scorsi non è stato aperto il cancello d’ingresso, l’attenzione sull’attività delle ruspe, che non si è fermata, resta alta. Per mercoledì mattina alle ore 11 la presidente della commissione Cultura, Eleonora Guadagno, ha convocato una commissione congiunta con quella Ambiente con oggetto ‘Area Ex Snia Viscosa, aggiornamenti in merito alle denunce pervenute di minaccia all’ecosistema naturale, azioni e passi successivi’.

È notizia di oggi, inoltre, che l'associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico ha presentato a ministeri, enti locali coinvolti e alla Procura della Repubblica, la richiesta di adottare “opportuni provvedimenti” in merito al taglio degli alberi, compreso un possibile sequestro preventivo dell'area. La settimana scorsa anche i residenti hanno depositato in commissariato tutta la documentazione video e foto in loro possesso, comprese le segnalazioni e le richieste di accertamento che il Forum territoriale del Parco delle Energie ha inviato alle istituzioni fin dall’11 marzo 2021. 

Intanto cresce la mobilitazione cittadina. Dopo la manifestazione del primo maggio, quando centinaia di persone sono entrate nell’area privata fotografando e filmando mucchi di rami, tronchi e foglie, residenti e attivisti si sono dati appuntamento al lago alle 8 del mattino per tutta la settimana, nel tentativo di fermare l’attività delle ruspe e di preservare la fascia di vegetazione rimasta a ridosso del monumento naturale. 

Il nostro obiettivo è quello di difendere la biodiversità intorno al Lago Bullicante con gli stessi mezzi che in trent'anni di lotta hanno permesso a questo ecosistema di svilupparsi ed essere riconosciuto monumento naturale, per essere vissuto e aperto a tutta la città”, le parole degli attivisti. “Un patrimonio ambientale in fase di sviluppo che va salvaguardato, anche come soluzione concreta in questa città per contrastare i cambiamenti climatici in atto, un bene necessario alla salute e al benessere della collettività”. Le richieste di tutela si fanno sempre più forti: demanializzazione delle acque del lago, allargamento del perimetro, esproprio.  

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