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Carlo Cafarotti. Foto ANSA.

Carlo Cafarotti. Foto ANSA.

Cafarotti, l’assessore cacciato da Raggi scrive ai dipendenti: “Chiudo con estremo dispiacere”

Privato delle deleghe l'assessore saluta i dipendenti. Cafarotti: "Rammaricato di vedere il vostro lavoro derubricato con superficialità"

Il dado è tratto. Carlo Cafarotti non è più un assessore della Giunta Raggi. La decisione però, presa in maniera unilaterale, è di quelle che lasciano l’amaro in bocca. Perchè giunge inaspettata. E perchè arriva senza il riconoscimento che invece, chi l'ha subita, in fondo riteneva di meritare.

La decisione della Sindaca

La scelta di rinunciare a Cafarotti, già delegato della Sindaca durante la gestione commissariale del Municipio VIII, è arrivata un po’ a sorpresa. Più facile scommettere su quella di Bergamo che, sulla prossima ricandidatura della Raggi, aveva palesemente espresso le proprie perplessità. Si sono parlati per un'ora e mezza, la Sindaca ed il suo ex assessore. E l'esito dell'incontro, che si è svolto il 22 gennaio, è stato messo nero su bianco con la “cacciata” annunciata a mezzo stampa.

Ieri sera ho avuto un lungo confronto in Campidoglio, al termine del quale la Sindaca ha diramato il comunicato stampa che probabilmente avrete letto, e che vede revocate le mie deleghe”. Inizia così la lettera che Cafarotti ha rivolto ai dipendenti del Comune. E’ a loro che, probabilmente ancora incredulo, l’ormai ex assessore ha deciso di scrivere. 

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Il rammarico

Avete fatto tanto, tantissimo in questi due anni e mezzo del mio mandato, e chiudo con il rammarico di vedere derubricati, e con superficialità, i vostri lavori in poche e stringate righe di comunicato stampa. Ma tant'è”. Rassegnazione mista a stupore. Sentimenti che si confondono nella lettera con cui Cafarotti prega i dipendenti “ di aiutare l'Assessore che verrà, chiunque sia, a chiudere le attività che erano in programma per questa fine consiliatura”.

Il lavoro di tre anni

Quali sono questi lavori da completare? Le righe di commiato anticipano un dossier di 115 pagine (più allegati) su quanto  è stato fatto in quasi tre anni (Cafarotti era subentrato ad Adriano Meloni nel marzo 2018). Dalle attività per la promozione del “marchio di qualità Roma” alla “valorizzazione delle botteghe e dei negozi storici”, passando per la riqualificazione dei mercati rionali”. Un obiettivo quest’ultimo che, oltre ad essere stato realizzato riscrivendo il regolamento sulle AGS, è stato perseguito anche con iniziative facilmente riscontrabili, com’è nel caso della sistemazione delle tante macchinette mangia plastica. 

Ci sono ancora delle attività da concludere. Cafarotti le elenca e vanno dal bando per il farmer’s market di Garbatella a quello per gli impianti pubblicitari. Passando per la Casa delle Tecnologie Emergenti della stazione Tiburtina.

I canoni del marketing politico

L'ennesimo rimpasto da quando la Sindaca siede in Campidoglio, sacrifica così un pentastellato di lungo corso. Non è stato tra i più entusiasti sostenitori alla ricandidatura della Raggi e probabilmente paga proprio questa scelta. “Con estremo dispiacere debbo congedarmi" ha spiegato ai suoi collaboratori, puntando l'indice contro "i canoni dell'attuale marketing politico". Alle porte ci sono le elezioni ed è ormai chiaro, dopo l'ennesima fronda dei cinque grillini dissidenti, che la Sindaca punti a serrare i ranghi. Costi quel che costi.

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