Raggi separa verde e rifiuti: l'assessorato della Montanari si fa in due

Tra i nomi per il verde quello di Marco Antonini, responsabile Ambiente del IX municipio, ex presidente del Wwf Lazio. E in caso di doppio assessore, si prepara all'addio Flavia Marzano

"Ho spacchettato le deleghe, quando avrò novità comunicherò tutto". La sindaca conferma, per il post Montanari, l'ipotesi che sta prendendo piede in queste ore: due assessorati distinti. Uno al verde, uno ai rifiuti. Non un unico nuovo erede dopo le dimissioni dell'amica di Beppe Grillo a seguito della bocciatura del bilancio Ama da parte del socio unico, ma due deleghe diverse. Per alleggerire quello che è l'assessorato forse più complesso della giunta. 

Non più un solo bersaglio per tutto quello che non funziona, dagli alberi caduti ai parchi-giungla con l'erba dimenticata ai sacchetti dell'immondizia che invadono puntuali i marciapiedi alla prima crisi del ciclo di smaltimento. Ma due nomi diversi e due diverse responsabilità. 

Per il verde il nome forte è quello di Daniele Diaco, consigliere da sempre vicino a Pinuccia Montanari, caldeggiato da quanti, in maggioranza, vorrebbero un profilo in continuità con la dimissionaria responsabile dell'Ambiente. C'è però anche una fronda critica verso Diaco che non sempre ne ha apprezzato il lavoro da presidente di commissione. Smentite le ipotesi di un arrivo dai municipi della mini assessora Katia Ziantoni, delle Torri, e dell'ex responsabile Ambiente del municipio III Domenico d'Orazio. È invece favorito Marco Antonini, assessore del IX, ex presidente del Wwf Lazio, che, oltre ad aver raccolto in più occasioni apprezzamenti per il lavoro svolto, può vantare, a differenza degli altri due nomi, un curriculum in linea con le competenze richieste.

Per quanto riguarda invece i rifiuti, Raggi potrebbe decidere di mantenere a sè la delega, con la dirigente del dipartimento Laura D'Aprile, inizialmente data per papabile futuro assessore, come spalla d'appoggio sul dossier più delicato. Se invece si dovesse optare per un altro responsabile, al netto del totonomi di questi giorni più carico di suggestioni che di ipotesi plausibili, toccherebbe rimettere mano all'intera squadra. E qualcuno, nel nuovo assetto, verrebbe necessariamente sacrificato perché il numero di componenti della giunta sarebbe superiore a quello consentito dalla normativa. In pole per l'uscita la titolare alla Roma Semplice, Flavia Marzano. 

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