I tavoli di lavoro M5S si ridimensionano: "All'assemblea solo attivisti a titolo personale"

Un lungo elenco di gruppi di lavoro smentisce la partecipazione all'incontro in programma per il 4 marzo: "Dichiarazioni non a nostro nome"

Attivisti a Cinque Stelle 'dissidenti' in assemblea plenaria il prossimo 4 marzo. Arriva la scomunica da parte di una serie di coordinatori dei tavoli di lavoro tematici del M5S romano. Una smentita che ha fatto emergere una fotografia dai contorni ancora poco definiti, fluidi come il Movimento che rappresenta: c'è maretta tra gli attivisti dei gruppi di lavoro pentastellati della capitale, a oltre otto mesi dalla vittoria elettorale posti di fronte all'interrogativo del rapporto tra la cosiddetta 'base' e il i 'portavoce' eletti. Anche perché la smentita è stata a sua volta ridimensionata dagli organizzatori dell'incontro di sabato prossimo in un gioco di prese di distanza reciproche: "Attivisti da tutti i tavoli parteciperanno a titolo personale". 

Tutto nasce dall'organizzazione di un'assemblea 'plenaria' dei tavoli per il 4 marzo, lanciata come un momento di confronto, "costruttivo" ci tengono a speficare, nato però dal malessere di "non sentirsi ascoltati dai portavoce". Passano poco più di 24 ore e arriva la smentita: "I cittadini romani, sostenitori del Movimento 5 Stelle, che compongono i tavoli di lavoro elencati in calce, sentono il dovere di precisare  che le dichiarazioni dell' autoproclamatosi "coordinamento" del cosiddetto "Gruppo Intertavoli", non sono effettuate a loro nome" si legge in una nota. "Desiderano altresì precisare di svolgere da sempre, in piena autonomia ed a titolo volontario e gratuito un ruolo di raccolta delle esigenze del territorio, elaborandole a favore dei portavoce che potrannno accoglierle per ulteriormente valutarle nelle sedi opportune". Poi un ridefinizione del proprio ruolo: "Quindi i tavoli non sono e non vogliono essere organi di indirizzo politico, ma di semplice supporto ai portavoce". 

Smentiti anche i 'verticismi': "I tavoli di lavoro si battono da sempre contro la cristallizzazione dei ruoli per non  generare posizioni di privilegio e accentramenti di potere, per questo anche i referenti dei tavoli ruotano in cicli di massimo 9 mesi tranne rarissime eccezioni". La firma riporta un lungo elenco di 'tavoli' i cui referenti, "dopo aver chiesto ai componenti", hanno riferito che non parteciperanno:  Ambiente/Rifiuti; Beni Comuni; Bilancio; Commercio;  Patrimonio; Politiche Comunitarie; Politiche Sociali; Politiche Giovanili; Scuola; Sicurezza;Trasparenza; Turismo. Anche il referente del tavolo dell'Urbanistica, l'architetto Francesco Sanvitto, convinto oppositore dell'operazione stadio portata avanti da Virginia Raggi, ha fatto sapere che non sarà presente.

Chi parteciperà, fanno sapere, lo farà "a titolo personale". E in un universo politico coltivato e cresciuto nel principio secondo cui 'uno vale uno' non è una differenza da poco. Così come per tutte le iniziative di questo genere, saranno i numeri dell'assemblea di sabato prossimo a raccontare qualcosa di più. Gli organizzatori replicano a loro volta alla smentita: "Non abbiamo mai sostenuto che all'assemblea hanno aderito tutti i referenti dei tavoli ma che abbiamo ricevuto adesioni da parte di singoli attivisti che partecipano a tutti i tavoli di lavoro". A parlare è Claudio Lauretti, referente del Comitato organizzatore dell'assemblea che però punta a smorzare i toni staccando dall'iniziativa del 4 marzo l'etichetta dei 'contestatori': "L'assemblea si svolgerà in un clima propositivo con l'intento di sviluppare le diverse tematiche. Gli attivisti dei vari tavoli cercheranno così di dare il loro contributo". Per Lauretti "non c'è alcuna divisione interna. Abbiamo solo posizioni differenti su come raggiungere i medesimi obiettivi: trasparenza, partecipazione, condivisione". 

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