Edilizia, i costruttori a Marino: "Servono fatti concreti"

Si è tenuta oggi al Parco della Musica l'assemblea annuale dell'Acer. Il presidente Bianchi: "E' finito il tempo del rodaggio"

“E' finito il tempo del rodaggio”. Lo stallo dell'Assemblea capitolina arriva fin dentro all'assemblea annuale dei costruttori romani, l'Acer, che si è tenuta questa mattina al Parco della Musica alla presenza del sindaco di Roma Ignazio Marino e del governatore Nicola Zingaretti. Ok alla tutela delle aree di agro romano, sì alla collaborazione per la sfida della rigenerazione urbana. Ma la crisi morde, “abbiamo perso 2 miliardi di euro in 5 anni di investimenti” tuona Edoardo Bianchi, presidente di Acer. “Abbiamo apprezzato il metodo del dialogo che è stato adottato dall’Amministrazione Capitolina. Ma è anche giunto il momento di passare dalle discussioni ai fatti concreti” afferma Bianchi. La risposta di Marino non si fa attendere: “Faremo un nuovo Patto Civico con le vostre imprese”. Gli fa eco Zingaretti: “Stiamo lavorando per dare ai costruttori delle risposte precise”.

BIANCHI - Puntuali come ogni anno arrivano le richieste della categoria all'amministrazione capitolina. “Dal 2008 ad oggi le ore lavorative si sono ridotte di 24 milioni mentre hanno chiuso 3 mila imprese” spiega Bianchi. Servono “scelte coraggiose, rigorose e chiare da parte delle istituzioni e della politica”. La richiesta è sempre la stessa: “Puntare sull'edilizia come volano per l'economia”. Puntare sui contributi europei su cui le amministrazioni sono state fino ad oggi “inerti o superficiali”, sulla manutenzione straordinaria con criteri di aggiudicazione “trasparenti ed automatici” e con tempi certi “per poter investire”.  Anche il Piano Regolatore del 2008 non va abbandonato. “Quelle scelte non possono essere messe in discussione perché hanno determinato diritti e legittimi investimenti imprenditoriali. Vogliamo svolgere la nostra attività nel rispetto delle regole, ma pretendiamo che la pubblica amministrazione rispetti i nostri diritti e garantisca che questi possano essere esercitati con tempi definiti e certi”. Infine l'edilizia sociale. “L'edilizia residenziale pubblica, negli ultimi anni non è stata messa tra le priorità della pubblica amministrazione. Eppure c'è qualcosa che può produrre a Roma 5.700 alloggi”.

MARINO – Davanti ai costruttori romani il sindaco Marino ha proposto di tornare a un metodo “di straordinaria attualità”. Spiega Marino: “Voglio rinnovare quell'ispirazione, costruendo un nuovo Patto Civico fra la città e le vostre imprese” ha affermato annunciando la data del 6 dicembre. “Nel nuovo patto non saremo neutrali innanzitutto sul fronte della legalità. E poi sulla qualità dei progetti e sul loro rapporto con quei rischi e quelle opportunità che avremo collettivamente definito”. Il primo cittadino ha però sottolineato la propria opposizione alla cementificazione dell'agro romano. “Prima della crisi si poteva forse pensare che urbanizzare l'agro romano potesse essere un ottimo affare, almeno per alcuni imprenditori immobiliari e proprietari fondiari. Oggi urbanizzare ulteriormente l'agro romano significherebbe esporre tutti ad un modello di crescita urbana che in Europa nessuno più considera né sostenibile né desiderabile”. A dirlo il sindaco di Roma, Ignazio Marino. “Proprio perché non vogliamo che investire a Roma sia folle e rischioso, la mia amministrazione dice 'no' a questa impostazione. Ed è esattamente per la stessa ragione che intendiamo dire, invece, tanti 'si' a quelle scelte utili e coerenti per una Roma capitale dell'eccellenza sociale e ambientale”.

ZINGARETTI - “Noi stiamo lavorando per dare ai costruttori delle risposte precise. Abbiamo iniziato dal tempo dei pagamenti, dalla sburocratizzazione, da testi più moderni e certezze sull'applicazione del piano casa” ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Per fortuna ci siamo potuti presentare non solo con promesse sul futuro ma con le risposte che in questi sei mesi abbiamo cominciato a dare”. Poi l'annuncio: “Confermo il nostro impegno a presentare presto il Testo unico sull'urbanistica, che cancellerà 77 leggi e che sarà un punto di riferimento che può aggredire la burocrazia. Abbiamo poi approvato le modifiche al Piano casa. Non siamo per azzerare, una volta insediati, tutto quello che c'era prima. È stato proposto un patto civico: noi collaboreremo”.

D'AUSILIO – “La relazione del presidente dell'Acer Edoardo Bianchi è uno stimolo per l'Amministrazione Capitolina che deve puntare sull'edilizia per farne uno dei traini dell'economia della Capitale. Serve una cura shock in grado di far ripartire l'economia di Roma. Bisogna puntare su una sinergia tra forze produttive e amministrazione” ha affermato il capogruppo del Pd in Campidoglio Francesco D'Ausilio, spiegando che sono quattro i punti sui quali lavorare. In primo luogo “calendarizzare a breve una sessione urbanistica straordinaria dell'Assemblea capitolina per accelerare e completare l'iter, in stretta relazione con la Regione Lazio di progetti e interventi a lungo attesi”.

CAUDO - Sulla questione si è espresso anche l'assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo: L'urbanistica di Roma è giá ripartita con l'attuazione di quanto prevede il piano regolatore generale del 2008. In queste poche settimane, abbiamo licenziato atti per circa 400 mila mq di costruzioni che mobilitano investimenti per almeno 480 milioni di euro. Inoltre, stiamo dando continuità amministrativa agli atti ordinari che consentono alle imprese di avere tempi certi e procedure sicure. Le sessanta delibere di cui parla Alemanno erano per lo più in variante al Piano regolatore e costruivano percorsi incerti nei tempi e di dubbia efficacia amministrativa, oltre a comportare la devastazione di 2.400.000 mq di nuovo suolo agricolo. E mi  riferisco al bando delle aree di riserva che abbiamo annullato come primo atto di questa giunta”.

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