Per Massimina nessun asilo in più e per difendere il municipio si muove Vignaroli

Il deputato interviene in difesa dell'operato della giunta Crescimanno, confermandosi nel ruolo di garante del territorio. Mentre proseguono le tensioni nella maggioranza. La prossima settimana un incontro con la sindaca

La maggioranza del municipio 12

Massimina non avrà un nuovo asilo nido. Per gestire quello di via Aquilanti, pronto dal 2015 ma mai aperto, non ci sono le risorse economiche sufficienti. L'edificio potrebbe forse, l'anno prossimo, ospitare i bimbi di un'altra scuola vicina, da tempo in pessime condizioni strutturali. Sessanta posti persi da una parte, sessanta acquisiti dall'altra. Risultato: l'offerta resta la stessa. E non perché non ci sia domanda (il numero di richieste d'iscrizione sul territorio per il 2017-2018 non è ancora noto). Semplicemente la coperta dei fondi a disposizione del Campidoglio è troppo corta. 

RomaToday lo ha raccontato, dopo aver assistito alla commissione Trasparenza capitolina convocata il 27 aprile scorso per fare chiarezza sul mancato taglio del nastro. Ma la ricostruzione fornita non è piaciuta a tutti. A scomodarsi da Montecitorio il deputato grillino Stefano Vignaroli, notoriamente garante di quel territorio e deus ex machina della giunta Crescimanno. Con lunghi commenti su Facebook attacca il nostro giornale contestando la notizia. 

"Il nuovo asilo aprirà. Non ci sono fondi per tenerne due. Titolo falso e tanta fuffa di contorno ad una notizia vera ma raccontata male". Una "notizia vera", appunto, con un titolo che mette l'accento sulla mancata apertura di un nuovo - nuovo - asilo, precisando già nel catenaccio del possibile trasferimento dei bambini di un altro istituto. Una "notizia vera", che spiegando come i posti disponibili restino di fatto gli stessi si limita a completare l'informazione fornita ai cittadini dalla minisindaca (rigorosamente sui social network) a commissione conclusa. Poche righe: "E' emerso lampante l'impegno di questa amministrazione, giunta e consiglieri, affinché il nido di Via Aquilanti sia acquisito, aperto e reso fruibile alla cittadinanza". Questa sì, una mezza verità. 

D'altronde è lo stesso Vignaroli ad ammetterlo in uno dei commenti piccati lasciati su Facebook. "Il Comune purtroppo non é riuscito (per ora?) a trovare soldi per gestirli entrambi e raddoppiare l'offerta. E non c'entrano nulla i consiglieri municipali, né Di Camillo ma il Comune di Roma". Aspetto che abbiamo evidenziato riportando il contenuto della nota firmata da Crescimanno, dove si sottolinea come l'assenza di fondi sia stata comunicata direttamente dal dipartimento Scuola. Nessuno scrive che la colpa sia del municipio. 

Ma è l'immagine del parlamentino che è da salvare, dopo settimane di polemiche sulla posizione di Massimo di  Camillo, il presidente d'Aula accusato di incompatibilità dall'opposizione, con annessi consiglieri malpancisti pronti a esplodere. Da qui l'entrata a gamba tesa del deputato Cinque Stelle in difesa del municipio su una questione prettamente territoriale, a conferma ancora una volta del ruolo ormai collaudato di nume tutelare nel quadrante, da Monteverde a Malagrotta, supervisore del governo Crescimanno e collante imposto dall'alto a un gruppo provato dagli attriti interni. 

Dall'addio della consigliera Francesca Grosseto al caso di Camillo le schermaglie sono continue da mesi. Tra presidenti di Commissione e assessori, tra assessori e semplici consiglieri. Giochi di correnti e divisioni tra i fedeli della minisindaca, espressione dell'area lombardiana del Movimento, (dallo stesso di Camillo alla titolare alla Scuola, Fabiana Tomassi) e i restanti eletti di maggioranza che hanno spesso lamentato lo scarso coinvolgimento della squadra nelle scelte di Governo. Tensioni ancora presenti che finiranno con ogni probabilità sul tavolo della sindaca Raggi. A quanto risulta a RomaToday, i Cinque Stelle di via Fabiola sono stati convocati in Campidoglio, una "chiamata" che il deputato Vignaroli, da noi interpellato a riguardo, ha preferito non commentare. La riunione dovrebbe tenersi l'8 maggio. E c'è chi promette di levarsi qualche sassolino dalla scarpa, come già fatto dalla capogruppo dei pentastellati municipali, Francesca Benevento. 

La consigliera, in corsa per la nomina di assessore ai Lavori Pubblici nella giunta capitolina, ha inviato una lettera alla sindaca dai toni non proprio cordiali, lamentando la mancata convocazione ai colloqui e rivendicando un curriculum, a suo dire, ineccepibile. "Avendo inviato nei tempi e con le modalità previste tutta la documentazione richiesta nel bando in oggetto ed essendo in possesso sia dei requisiti tecnici che di appartenenza politica indicati nella call, non vi sarebbe alcuna astratta o concreta motivazione per non prendere in considerazione la mia candidatura" si legge nella lettera. "In virtù del tanto volte citato principio della massima trasparenza" continua "mi sarebbe dovuta quantomeno giungere un’ufficiale comunicazione circa le motivazioni del mancato invito ai colloqui per la carica in oggetto. E reputo un fatto estremamente grave, quello per cui ciò non sia avvenuto". 

stefano-vignaroli


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