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Asili nido pollaio, esplode la protesta. Montino: “C'è conflitto di interessi”

Il sindacato Usb: "Domani indosseremo una fascia a lutto. I nidi tornano ad essere un servizio assistenziale". Montino (Pd): "La norma voluta dal consigliere Perazzolo che è imprenditore nel campo degli asili nido"

Cento bambini laddove prima ce ne erano sessanta, centoquaranta laddove prima ne entravano cento. Sono i numeri di quello che accadrà a partire da domani, giorno di riapertura dei nidi comunali di Roma Capitale, a seguito dell'introduzione da parte della Regione Lazio. La denuncia è dell'Unione Sindacale di base a cui si accoda anche il Pd che attraverso il suo capogruppo in Regione alza la voce contro le nuove regole volute dalla giunta Polverini. La governatrice però difende le sue scelte e trova manforte anche da parte del comune di Roma, attraverso le parole dell'assessore Gianluigi De Palo.

LE NUOVE NORME – In sostanza le nuove norme consentono di aumentare il numero di bambini che una singola educatrice può seguire. Si passerà da un'educatrice ogni sei bambini ad un'educatrice ogni sette. La modifica è stata introdotta dalla Regione Lazio.

LA PROTESTA – La modifica non va giù alle educatrici che a partire da domani hanno annunciato che indosseranno una fascia a lutto e dalle ore 9.00 distribuiranno volantini ai genitori dei piccoli utenti in tutti i Municipi.
Spiega Caterina Fida, del Coordinamento Nidi USB: “In un nido creato per accogliere 60 piccoli utenti ne verranno invece stipati 100, rendendo praticamente impossibile l’intervento educativo e provocando inevitabilmente una drastica riduzione delle opportunità di relazioni e di apprendimento dei bambini,  soprattutto di quelli più in difficoltà”.
“Con l’aumento del numero dei bambini per ogni educatrice – prosegue la rappresentante sindacale - i nidi torneranno ad essere un servizio meramente assistenziale e precipiteranno sempre di più nel vortice delle privatizzazioni selvagge promosse anche dalla manovra finanziaria, causando, di fatto, il licenziamento di centinaia di educatrici precarie. E lo stesso attacco si prevede a breve anche nella Scuola dell’Infanzia comunale, con privatizzazioni e tagli agli organici”.

ESTERINO MONTINO – Durissima presa di posizione anche da parte di Esterino Montino del Pd: “I bambini da 0 a 3 anni sono trasformati in merce a uso e consumo dei privati.  Più bambini nello stesso spazio vuol dire più rette da riscuotere, maggiore fatturato e maggiori guadagni sulla pelle dei bambini e monetizzando le esigenze e i bisogni dei cittadini. A volere fortemente questa norma sono stati la presidente Polverini a cui evidentemente i bambini non  stanno a cuore, l’assessore ai servizi sociali Forte che si è opposto ad ogni nostra proposta volta a cambiare norme cosi vergognose e il presidente della commissione consiliare Perazzolo che, tra le sue attività, annovera anche quella di imprenditore attivo nel campo degli asili nido.  Quella approvata è una legge macchiata dal conflitto d’interessi e da incompatibilità con il contratto nazionale. Il Pd insieme alle organizzazioni dei cittadini a quelle dei lavoratori nei prossimi giorni presenterà una esposto al Tar e inizierà una raccolta di firme per abrogare norme inaccettabili che trasformano  gli asili nido in un grande affare per i soliti noti”.

POLVERINI – La Governatrice difende la norma: “La norma non fa altro che adeguare i parametri esistenti nel Lazio a quelli di altre regioni virtuose, salvaguardando la vivibilità degli spazi e le condizioni di lavoro delle educatrici. Attraverso questa norma - spiega - non solo si consentirà a tanti bambini di poter trovare posto nelle strutture, essendo nota la carenza di posti negli asili nido con conseguenti difficoltà per tante famiglie, ma la Regione risponde anche alle richieste arrivate ripetutamente da parte di molti Comuni, a cominciare da Roma Capitale".

DE PALO – L'assessore De Palo rassicura le educatrici: “Roma Capitale ha delle ottime educatrici, cui verrà assicurata la possibilità di lavorare bene. Continueremo a garantire questo servizio pubblico, che, lo sottolineo, vanta anche una delle tariffe medie di iscrizione più basse d’Italia, come riportato da una recente ricerca della Uil. Non parliamo solo di servizio educativo per i bambini, ma di servizio per tutta la famiglia. È importante considerare gli effetti delle proprie scelte nel medio e lungo periodo, rispetto ai criteri di sostenibilità economica. La priorità di questa Giunta è stata da sempre garantire la qualità dei nidi e delle scuole dell’infanzia. E così sarà anche per il futuro”.

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