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Asili nido, il Tar sospende gli aumenti delle tariffe

Le nuove tariffe sono state congelate perché per il Tar la delibera con i rincari è stata approvata in data successiva alle iscrizioni. L'assessore: "Risarciremo chi ha già pagato". L'udienza di merito il prossimo 9 gennaio

Il Tar del Lazio ha sospeso gli aumenti delle tariffe degli asili nido di Roma. Come si legge nell'ordinanza le nuove tariffe sono state congelate, in attesa dell'udienza di merito fissata per il prossimo 9 gennaio, in quanto la delibera contenente i rincari è stata approvata in data successiva alle iscrizioni effettuate dalle famiglie. Il ricorso era stato presentato da un gruppo di famiglie coordinate dal consigliere capitolino ed ex assessore alla Famiglia della giunta Alemanno Gialuigi De Palo e dall'associazione Codacons. "Si tratta di aumenti illegittimi applicati quando i genitori avevano già provveduto ad iscrivere i propri figli" il commento dell'associazione. A chiedere le scuse del sindaco invece De Palo che scrive: "Vengano risarcite le famiglie che hanno già versato le quote". Nel pomeriggio è arrivata anche la risposta dell'assessore alla Scuola Alessandra Cattoi: “Prendo atto della pronuncia del Tar”. In attesa della pronuncia definitiva prevista per i primi giorni del prossimo anno il Campidoglio fa marcia indietro: “Per i pochi casi di rette già pagate, si provvederà a scalare la differenza dalle prossime quote o a rimborsarle per intero”.

L'ORDINANZA - Nel testo dell'ordinanza vengono esplicitati i motivi che hanno portato i giudici del tribunale amministrativo a sospendere gli aumenti delle tariffe. In particolare l'ordinanza cita un passaggio del regolamento capitolino per l'iscrizione: "L'amministrazione si riserva di rimodulare il sistema tariffario rendendo note le nuove quote entro il termine di perfezionamento delle iscrizioni" calcolata entro la fine del mese di giugno 2014. Continua l'ordinanza
"Considerato che il perfezionamento dell'iscrizione al nido si sia verificato alla data di presentazione dell'accettazione formale e pertanto, al massimo, entro la fine del mese di giugno 2014 mentre, invece, è pacifico che le nuove tariffe sono state approvate soltanto con l'adozione della deliberazione impugnata in data 24 luglio 2014 e, quindi, in data successiva".

CODACONS - “Riteniamo che la battaglia degli utenti debba proseguire per ottenere il blocco definitivo degli aumenti tariffari e l’annullamento dei relativi provvedimenti comunali” ha dichiarato in una nota il Presidente Carlo Rienzi.“E’ importante che tutti i genitori si uniscano in questa battaglia perché gli aumenti sono stati disposti dal Comune senza alcuna istruttoria e quando l'anno scolastico era già iniziato, provocando così una lesione nei diritti degli utenti. Rincari avvenuti, inoltre, in un momento di grandi difficoltà economiche per le famiglie della capitale, con ripercussioni non indifferenti sui bilanci familiari”.

DE PALO - A muoversi contro gli aumenti anche il consigliere capitolino ed ex assessore alla Famiglia della giunta Alemanno, Gianluigi De Palo che, oltre a un secondo ricorso al Tar, ha protestato all'inizio del mese in Campidoglio portando centinaia di passeggini vuoti. “E' la vittoria di Davide contro Golia. Duecentocinquanta famiglie messe insieme attorno a temi concreti e consapevoli hanno vinto contro l’ingiustizia del Comune più grande d’Italia” ha commentato De Palo, consigliere comunale di CittadinixRoma, che ha coordinato il ricorso al TAR delle famiglie che si sono organizzate per contrastare questa decisione del sindaco Marino. De Palo chiede all'amministrazione di fare chiarezza e stabilire con una delibera il ritorno alle precedenti tariffe: "Credo che il Sindaco Marino dovrebbe chiedere scusa a tutte le mamme e i papà che hanno pagato le prime due rate dell'asilo nido con quegli aumenti che, come ha confermato il TAR, non erano legittimi" ha scritto in una nota il consigliere. “Tecnicamente la delibera di Roma Capitale è sospesa, quindi tornano valide le tariffe vigenti prima della stessa, quelle del 2000. Inoltre torna ad attuarsi l’esenzione per il terzo figlio. A Gennaio ci sarà l’udienza per confermare la scelta del TAR di oggi, ma nel frattempo la pubblica amministrazione è tenuta ad eseguire questa decisione non dando seguito alla delibera. Andrebbe emanata una circolare dove si dichiara il ritorno alle tariffe precedenti”.

LA DIFFIDA - In attesa della sentenza definitiva, i ricorrenti si preparano a dare battaglia all'amministrazione capitolina. Da un lato il Codacons che chiede al Campidoglio di resituire le somme maggiorate versate: "Deve restituire i soldi ai genitori" afferma in una nota il presidente del Codacons che informa di aver inviato una diffida al sindaco per la restituzione delle somme: "Se il Campidoglio non provvederà in tal senso, sarà inevitabile una denuncia in Procura per appropriazione indebita".

L'ASSESSORE – Nel pomeriggio l'assessore competente Cattoi ha comunicato la posizione dell'amministrazione in merito alla decisione del Tar: “Il Tar non contesta il merito della delibera ma ne sospende per il momento gli effetti”. Continua la nota: “La contestazione riguarda la forma non la sostanza”. Se le obiezioni al metodo vengono accettate, l'assessore però difende nel merito la decisione di alzare le tariffe per il servizio: “Voglio ricordare che l’aumento in questione non è altro che un adeguamento al costo della vita in base ai dati Istat e che, per attenuarne l’impatto, è stato suddiviso in tre anni. Le tariffe dei nidi capitolini sono tra le più basse d’Italia e incidono in minor misura sulle fasce di reddito più deboli. È chiaro che, con rette ferme da 14 anni e il mantenimento di esenzioni totali anche per chi ha redditi di 100mila euro l’anno, sarebbe difficile immaginare di creare nuovi posti nei nidi indispensabili per tante altre famiglie”. Infine un'indicazione pratica: “Ad oggi quasi nessuno ha ancora versato alcuna quota perché i bollettini di pagamento vengono inviati a novembre dopo i calcoli effettuati sulla base dell’indicatore Isee. Per i pochi casi di rette già pagate, si provvederà a scalare la differenza dalle prossime quote o a rimborsarle per intero. L’importo delle quote, in considerazione del pronunciamento del Tar, sarà a questo punto ricalcolato secondo le vecchie tariffe, in attesa della sentenza definitiva”.

BELVISO - La notizia è stata commentata anche dal consigliere capitolina e fondatrice di Altra Destra, Sveva Belviso: “Inevitabile la sospensione degli aumenti delle tariffe per gli asili nido di Roma da parte del Tar. L’atto era palesemente illegittimo e non poteva reggere di fronte alla serietà e alla competenza dei magistrati amministrativi. Evidentemente si apre adesso un grave problema di bilancio per il Comune, un'amministrazione sempre più in difficoltà. Tra l'altro l'aumento delle tariffe dopo le iscrizioni ha comportato la rinuncia al posto da parte di molte famiglie che si son viste negare un diritto. Marino intervenga per sospendere definitivamente gli aumenti, piuttosto riduca gli sprechi per i suoi consulenti”.

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