Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Asili nido, il Comune taglia 50 educatrici e assume insegnanti di religione

Lo stabilisce una delibera della Giunta Capitolina del 7 aprile scorso. L'assessora Baldassarre: "Basta irregolarità". Ma Sgb denuncia: "Organico ridotto ulteriormente"

Le educatrici degli asili nido della Capitale fanno spazio agli insegnanti di religione. Lo prevede una delibera approvata il 7 aprile scorso, la numero 53, con la quale la Giunta Capitolina ha deciso di ridurre di 50 unità la pianta organica dei nidi per stabilizzare altrettante posizioni destinate a 'Insegnanti della religione cattolica'. "Poniamo fine così a una situazione di irregolarità che Roma Capitale si trascina da anni e che ha causato diversi contenziosi" la posizione in una nota dell'assessora alle Politiche Sociali e alla Scuola, Laura Baldassarre. Ma la delibera non ha mancato di suscitare polemiche: "Riduce ancora di più i posti in organico che potevano dare una possibilità di stabilizzazione alle centinaia di precarie, storiche e meno, che rischiano di essere definitivamente cacciate dal posto di lavoro" scrive in una nota Roberto Betti del Sindacato generale di base. 

Nelle scuole dell'infanzia pubbliche, "nel rispetto della norme concordatarie", viene assicurato l'insegnamento della religione cattolica. Un'attività facoltativa per le famiglie. Fino ad oggi gli insegnanti venivano assunti a tempo determinato, di anno in anno, in base alle necessità. "La sempre più frequente indisponibilità di detto personale ad accettare gli incarichi in questione, ha determinato negli ultimi anni ritardi nel conferimento degli incarichi di supplenza e il ricorso sempre più consistente alla stipula di contratti a termine, con reiterazione degli stessi nei confronti dei medesimi lavoratori anche oltre i 36 mesi che costituiscono il limite di durata massima consentita dalle direttive europee in materia di rapporti di lavoro a tempo determinato" si legge nella delibera. 

Da qui la decisione di assumere personale di ruolo per l'insegnamento della religione. Il provvedimento, si legge nell'oggetto, va ad introdurre "parziali modifiche ed integrazioni" al "sistema di classificazione dei profili professionali del personale non dirigente" approvato nel maggio del 2016 dal commissario straordinario introducendo così il profilo professionale di 'Insegnante della Religione Cattolica'. Un profilo di cui, fino ad oggi, l'amministrazione capitolina ha fatto a meno dal momento che in pianta organica era pari a zero. 

"La delibera approvata rende chiari i requisiti che gli insegnanti di religione cattolica devono avere, la responsabilità attribuita e soprattutto chiarisce una volta per tutte le modalità di affidamento degli incarichi" le parole dell'assessora Baldassarre. "Inoltre poiché requisito imprescindibile per l’accesso al profilo professionale di ‘Insegnante della Religione Cattolica’ è il riconoscimento, da parte della competente Autorità Ecclesiastica, dell’idoneità all’insegnamento della religione cattolica, la delibera stabilisce che l’eventuale revoca dell’idoneità costituisca causa di recesso dal contratto di lavoro".

Gli asili nido della Capitale, però, nei mesi scorsi alle prese con una lunga battaglia per la stabilizzazione delle precarie storiche, lievitate a dismisura negli anni nelle maglie di un organico sempre in affanno, dovranno fare a meno di 50 educatrici. La spesa, si legge nella delibera, deve necessariamente restare invariata. Per questo, "è opportuno riorganizzare l'organico della Famiglia Professionale “Educativa e Sociale” [...] riducendo la dotazione organica di diritto del profilo professionale di “Educatore Asilo Nido” [...] in misura corrispondente al fabbisogno quantificato per il nuovo profilo". 

"La Giunta a Cinque stelle taglia i posti ai nidi per assumere le insegnanti di religione" la denuncia in una nota di Sgb. "Sembra proprio che la giunta Raggi insegua il Vaticano con grande senso di realpolitik o almeno questo sovviene leggendo la delibera 53 del 7 aprile" dichiara Roberto Betti. "Neanche Rutelli osó tanto" aggiunge il sindacalista della SGB. "Nei prossimi giorni partiremo con una serie di assemblee in tutti i municipi e con una petizione cittadina, affinché la giunta riveda la sua posizione a questo riguardo: nessun taglio agli organici di nidi e scuole e nessuna corsia preferenziale per le insegnanti di religione cattolica. Su questo siamo decisi a tenere il punto".

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