Nidi, escono le graduatorie ma senza certezza su quando e come riapriranno: "A rischio 600 bambini"

Manca ancora la data e le modalità di riapertura. I nidi convenzionati valutano di tagliare le convenzioni con il Comune di Roma. Emanuele Gisci, assessore del II municipio: "Campidoglio faccia chiarezza"

Immagine d'archivio

Le graduatorie ci sono, ma mancano date e modalità di riapertura. Così le famiglie sono ancora più preoccupate di prima. E con loro anche i gestori dei nidi in convenzione, pronti senza risposte dal Comune a ridurre i termini degli accordi, lasciando centinaia di bambini senza posto. Sugli asili nido di Roma Capitale il quadro rimane complesso e con una serie di nodi importanti da sciogliere. 

Dopo settimane di attesa il Comune ha pubblicato lunedì 20 luglio le graduatorie definitive degli asili nido. Normalmente escono i primi di giugno, ma i tempi si sono allungati perché si attendevano le linee guida anti contagio per la riorganizzazione degli spazi. In realtà quelle della fascia 0-3 anni dal Governo nazionale non sono ancora arrivate, ma il dipartimento Scuola alla fine ha deciso comunque di pubblicare l'elenco, anche per rispondere a mamme e papà che hanno inondato per settimane i municipi di mail per chiedere informazioni, placandone così - solo in parte - rabbia e preoccupazione. 

In realtà poco è cambiato rispetto a prima. Sono uscite le graduatorie sì, ma l'incertezza resta e gli stessi uffici la ammettono: "Si informa che, a causa dell’incertezza dovuta all’emergenza COVID-19, i tempi e le modalità di inizio della frequenza saranno definiti alla luce dei provvedimenti che saranno assunti dagli organi competenti e tempestivamente comunicati alle famiglie". Anche per questo "la fase dell’accettazione non prevede il pagamento anticipato della quota di settembre 2020, che verrà calcolata solo dopo che saranno definite le modalità di erogazione del servizio per i primi mesi del nuovo anno educativo". 

Risultato? Gli stessi gestori di una grossa fetta di nidi di Roma, quelli cosiddetti "convenzionati", a settembre non sanno come fare. "La task force del Comune non pubblica le linee guida, non sappiamo come possiamo o non possiamo riaprire nè quando" spiega a RomaToday Flavia De Luca, dell'associazione Onda Gialla.

"Le famiglie sono arrabbiate, chi può permetterselo scappa verso i privati, e se entro una settimana non ci fanno sapere niente dovremmo tagliare posti ai comunali, non accogliendo quelli nuovi che devono arrivare ma tenendo soltanto quelli interni già iscritti". Facendo una media e calcolando una decina di bambini sulle sole 60 strutture che fanno capo all'associazione. Insomma, da una parte le famiglie che rischiano di restare senza un posto al nido per settembre, dall'altra quelle che in mancanza di certezze si sono già rivolte a strutture private. Così tra ritardi, defezioni degli iscritti e confusione generale da parte del Comune, l'intero sistema rischia di subire pesanti contraccolpi.

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A chiedere certezze al Campidoglio ci sono anche i municipi di opposizione che hanno già incalzato per settimane e continuano a farlo. "Capiamo che il momento è complesso, ma è fondamentale dare informazioni chiare alle famiglie" commenta Emanuele Gisci, assessore alla Scuola del II municipio a trazione Pd. "Non si specifica quando inizierà la possibilità di frequentare i nidi ma è determinante saperlo. Al Comune chiediamo un ulteriore sforzo di chiarezza e trasparenza da parte del Comune". 

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