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Asili nido, l'opposizione contro Alemanno: “Liquida i bambini”

Polemiche e seduta consiliare infiammata per la volontà di Alemanno di non costruire più asili nido comunali. L'opposizione insorge e Renata Polverini parla di fraintendimento

gianni-alemannoIl sindaco romano, alla conferenza sulla famiglia, si sta lasciando andare a proclami e iniziative originali in campo economico che, però, stanno destando perplessità e polemiche. Si era iniziato con l'auspicio che, non solo Roma, ma il Governo, alzassero le tasse ai single in favore delle famiglie, quelle vere, ovvero sposate, e si è arrivati alla dichiarazione di non voler più costruire asili nido comunali, in favore di quelli convenzionati con enti privati.

Il motivo sarebbe puramente economico: quelli comunali costano di più, al comune. A pensarla così è anche Giulio Pelonzi che dichiara: “I servizi alla persona sono promossi e garantiti dalla nostra Costituzione. Il problema economico di una Amministrazione, sia essa centrale o periferica, non può in alcun modo incidere negativamente sui servizi sociali, sulla scuola e sulla sanità”.

Pelonzi rivolge il suo pensiero anche a chi lavora nel settore e che potrebbe rischiare il posto: “L’annuncio del Sindaco di ‘non fare più asili nido comunali e di creare solo asili nido convenzionati gestiti da privati sociali ’ fa nascere delle preoccupazioni, non solo per il rispetto, nelle strutture gestite privatamente, della qualità dell’attività pedagogica, oggi garantita ad alti livelli nelle strutture comunali, ma – continua Pelonzi - lancia anche l’allarme disoccupazione per il personale precario degli asili nido comunali che attualmente, da quanto emerge dalle 19 graduatorie municipali pubblicate sul sito del Dipartimento servizi educativi e scolastici ‘per incarichi e supplenze inferiori a 5 mesi negli Asili Nido del Comune di Roma’, ammonta a 4.993 unità.

“Questi numeri sono allarmanti. Le educatrici asili nido presenti nelle graduatorie comunali sono impiegate nella migliore delle ipotesi per incarichi annuali o per cinque mesi, ma nella peggiore sono chiamate saltuariamente dall’Amministrazione anche per un solo giorno di lavoro al mese”.

La polemica sulla costruzione di nuovi nidi pubblici ha infiammato l'apertura della seduta consiliare di ieri. L'opposizione si è presentata in aula con cartelli che recitavano "Alemanno liquida i bambini". "Fate un'inutile demagogia da quattro soldi, vergogna" ha risposto il sindaco. Al consigliere Paolo Masini, che ricordava il trattato di Lisbona sui nidi, Alemanno ha poi replicato: "Le tariffe degli asili pubblici e di quelli convenzionati sono identiche, la differenza non è nel servizio ma nella gestione. Non dico che non dobbiamo più fare asili pubblici, ma se il costo è quello attuale siamo in difficoltà, quindi, si tratta di abbattere le liste d'atteso a costi sostenibili".


Se il capogruppo del Pd in Campidoglio, Umberto Marroni, afferma che "Alemanno non vuole favorire le famiglie, ma demolire lo stato sociale", il presidente della Regione, Renata Polverini, pensa a un fraintendimento: "Credo che il sindaco intendesse che ci saranno gli uni e gli altri", e cioè sia nidi pubblici che privati convenzionati. In merito al mancato inserimento dei bimbi in lista d'attesa negli spazi Be. bi con posti liberi di alcuni Municipi, invece, l'Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche precisa di aver già sollecitato le circoscrizioni con note ufficiali a "favorire lo scorrimento delle liste di attesa per i nidi comunali e convenzionati e a far sì che siano garantiti tutti i servizi destinati ai bambini e alle famiglie".

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