Nidi convenzionati, vince la protesta: giunta Raggi sospende la delibera

Raggi e Baldassarre incontrano una delegazione di lavoratrici dei nidi in convenzione ed in concessione. Annunciato da lunedì un tavolo di approfondimento Morgante (Coop Baby 2000): "Si tratta di difendere 2mila posti di lavoro"

La protesta delle lavoratrici

La giunta Raggi ha optato per un passo indietro. La discussa delibera sui nidi, è stata sospesa. La protesta delle lavoratrici che nella mattinata di venerdì 3 avevano presidiato il Campidoglio, ha avuto successo. La squadra di governo pentastellata sembra orientata a seguire la strada del confronto. 

Centinaia di lavoratrici, si erano presentate in mattinata per contestare la decisione di favorire le iscrizioni ai nidi comunali a gestione diretta. Una propostiva che, penalizzando fortemente le tantissime strutture in convenzione e le sei in concessione, metteva a repentaglio migliaia di posti di lavoro. "L'incontro si è svolto principalmente con l'assessore Baldassarre - ha fatto sapere Patrizia Morgante, presidente della coop Baby 2000 - la sindaca tuttavia e' stata presente per i primi minuti. Baldassarre, dopo aver ascoltato le nostre ragioni, ci ha detto che intanto la discussione della delibera di Giunta è sospesa e non verrà approvata nella seduta di oggi, perchè a questo punto vogliono fare degli approfondimenti". Inoltre "l'assessore Baldassarre ci ha dato l'ok per l'avvio di un tavolo e già lunedì mattina ci incontreremo alle 10, presso il dipartimento Scuola a via Capitan Bavastro. Si tratta di difendere duemila posti di lavoro, duemila donne impiegate tutte qualificate e con contratti a tempo indeterminato".

Per quanto riguarda gli approfondimenti annunciati da Baldassare, il presidente di Agci Eugenio De Crescenzo ha spiegato che "riguardano i dati, in particolare sulla geolocalizzazione dei nidi. Per noi la direzione in cui deve andare la nuova delibera  è quella di ispirarsi al principio della libertà di scelta dei genitori". Come già sottolineato dalle associazioni di categoria, anche De Crescenzo ribadisce che "non si devono obbligare le famiglie a indicare per forza 5 nidi comunali e poi uno convenzionato solo in caso in cui siano saturi i cinque comunali".

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