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Il grido disperato dei nidi convenzionati: "Il Comune non ci paga. Sospendiamo il tempo pieno dal 2 novembre" 

L'ennesima denuncia dei titolari dei 200 nidi convenzionati di Roma Capitale. Il Comune non ha ancora firmato il contratto

"Dal giorno 2 novembre, in assenza di certezze da parte dell'amministrazione, i servizi verranno chiusi alle ore 13:30 per tentare di contenere i costi e il giorno 9 novembre sospenderanno il servizio". Così 200 nidi convenzionati della Capitale chiuderanno, a meno che il Comune di Roma non si decida a firmare il contratto. 

Lo scontro aperto tra asili a gestione indiretta e Campidoglio va avanti oramai da settimane. Ospitano circa un terzo dei bambini tra 0 e 3 anni (quest'anno circa 5mila) del totale dei nidi presenti in città. Senza i convenzionati, il Comune non riuscirebbe a coprire la domanda con le sue solo strutture a gestione diretta. Eppure non ha ancora firmato il contratto di convenzione che permette a queste strutture di andare avanti, lavorare, e farsi pagare dal Campidoglio le fatture per coprire i costi del servizio. Si tratta di un contratto che normalmente viene sottoscritto tra agosto e settembre. 

"Nessuna prospettiva di incasso in tempi brevi rendono insostenibile la gestione dei servizi educativi in convenzione con Roma Capitale che ancora aspettano le liquidazioni dello scorso anno educativo" spiegano dall'associazione Onda Gialla, la più rappresentativa per numero di iscritti tra i titolari dei nidi. "I gestori stanno raschiando il fondo di un barile ormai vuoto. Non incassando nulla da mesi e sostenendo spese che la crisi covid 19 ha aumentato considerevolmente, sono costretti a ridurre il servizio per tentare di non fallire". 

Da qui la comunicazione anche alle famiglie: "Dal giorno 2 novembre, in assenza di certezze da parte dell'amministrazione, i servizi verranno chiusi alle ore 13:30 per tentare di contenere i costi e il giorno 9 novembre sospenderanno il servizio". Salvo sorprese positive nel frattempo: "Ci appelliamo al buon senso di chi può risolvere il problema perché venga scongiurata una situazione che metterebbe tutti in grave difficoltà... i bambini e le bambine per primi!". 

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