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Domenica, 26 Maggio 2024
Politica

Asili nido da incubo senza condizionatori. Nelle "stanze del sonno" fino a 35 gradi  

La denuncia delle maestre. Nella quasi totalità dei nidi aperti a luglio il caldo è intollerabile. Anche i sindacati invitano Comune e municipi a verificare le temperature presenti nelle strutture

Fuori 40 gradi e nei locali che ospitano i bimbi nessun sistema per rinfrescare l'aria, salvo qualche "pinguino" fornito dal municipio all'ultimo minuto, nella maggior parte dei casi insufficiente. Negli asili nido di Roma Capitale si "muore" di caldo. Nei giorni di afa record che stanno investendo la città, con bollino rosso della Protezione civile, l'allarme arriva dalle stesse maestre, costrette a gestire piccoli sotto i 3 anni dentro stanze dove il termometro ha toccato anche i 35 gradi. Dalla mensa al riposo pomeridiano, al gioco durante il giorno, l'organizzazione della giornata è resa più che complessa dalle elevate temperature e dalla mancanza di condizionatori nella quasi totalità delle strutture capitoline aperte nel mese di luglio. Ci si salva giusto nelle ore in cui è possibile utilizzare qualche piscinetta gonfiabile in giardino, nelle prime ore del mattino. 

Temperature infernali

Un elenco di segnalazioni fatte dalle insegnanti al coordinamento Precarietà e Unità, gruppo di maestre attive da tempo nel denunciare le condizioni di lavoro - non sempre semplici nè regolari - degli operatori nella fascia 0-3, da tutti i municipi della città. All'asilo I Folletti, in municipio XII, limitandoci a un esempio, le insegnanti hanno denunciato la situazione alla Asl e i genitori hanno scritto all'ufficio tecnico municipale.

"Sono stati raggiunti i 35 gradi nella stanza del sonno, quella dove dormono i bambini, la situazione è invivibile" racconta a RomaToday F.G., tra le portavoce del su citato gruppo di educatrici. Ci hanno pensato direttamente mamme e papà a misurare le temperature nelle aule. Situazioni simili di registrano al nido di via Aquilanti, al Coccinella e al Freccia Azzurra, e ancora nei municipi V, VIII, XV, in XIV le strutture a gestione indiretta. La lista è lunga, anche se c'è chi rivendica il lavoro svolto durante l'anno, vedi il VII municipio, dove i nidi comunali aperti a luglio hanno, fortunamente, i condizionatori. Ancora troppo poco, almeno a livello cittadino.

"Il municipio ci ha portato un pinguino che nemmeno funziona perché è di quelli che devono essere attaccati a un buco sulla finestre per scaricare l'acqua e le finestre non sono predisposte - spiega ancora F.G. - qui in XII gli unici due nidi che avevano i condizionatori sono rimasti chiusi per il mese di luglio, nonostante l'elevato numero di iscrizioni arrivate".  

Il sovraffollamento nelle sezioni

Già, ricordiamo che a luglio le strutture aperte sono in numero inferiore rispetto al resto dell'anno. I genitori procedono a un'iscrizione parallela per questo mese e in base al numero delle domande i bambini vengono accorpati nelle strutture che il municipio decide di mantenere aperte. Oltre al gran caldo quindi ci si trova, in qualche caso, anche a fare i conti con un sovraffollamento che rende ancora più invivibili le condizioni di lavoro per le maestre, e quelle di permanenza per i bambini. 

"Nelle sezioni ci sono numeri che vanno dai 69 ai 79 bambini, non viene rispettato in alcun modo il rapporto 1 a 6 bimbi previsto dalla normativa, si arriva anche a 1 a 15" proseguono le attiviste. "L'assenza di dispositivi idonei alla tolleranza del caldo e la totale assenza di requisiti minimi di rapporto bambino educatore si sta assistendo a una violazione senza mezzi termini di legalità venendo meno i diritti dei bambini e degli educatori 0-3 di Roma Capitale". 

I sindacati: "Verificare temperature nei nidi"

Sulla questione sono intervenuti anche i sindacati. "Temiamo che le temperature elevate possano creare condizioni di disagio per i piccoli utenti, che potrebbero essere esposti a rischi di malattie da calore. Inoltre, le alte temperature potrebbero rendere difficile per le educatrici svolgere le loro attività lavorative in sicurezza" commentano Cgil, Cisl e Uil in una nota stampa. "Chiediamo di verificare con urgenza le temperature all'interno dei nidi di Roma Capitale e di adottare, tutte le misure utili a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e degli utenti".

Il Campidoglio

"C'è un problema e il caldo eccezionale di questi ultimi giorni di luglio lo sta evidenziando. Lo abbiamo segnalato, anche dopo le preoccupazioni pervenute dai territori, e la questione è attenzionata anche dall'assessorato" fa sapere a RomaToday la presidente della commissione Scuola Carla Fermariello, assicurando che la scelta dei nidi da tenere aperti a luglio ha comunque tenuto conto di elementi che garantissero il benessere dei bambini, dalla presenza di aree ombreggiate a quella di condizionatori, fissi o portatili. 

"Fino a non molto tempo fa, pare che le Asl non rilasciassero permessi specifici per l'installazione di impianti di condizionamento dove i bambini sono presenti per molte ore consecutive o dove dormono perché un eccessivo scarto termico può essere dannoso per loro" spiega ancora la consigliera dem. 

"Stiamo da tempo lavorando affinché le maglie di questi ostacoli si allarghino,  permettendo di installare sistemi di areazione - condizionatori, ventilatori, sistemi a pale - in situazioni meno invasive per i bambini, come in spazi centrali comuni, ma non dove dormono". Non risultano elementi strutturali che impediscano l'installazione in assoluto. "Abbiamo trovato un regolamento dei nidi che risale al 1996 e non dice nulla in merito. Come maggioranza stiamo affrontando molti problemi irrisolti e questo deve rientrare tra le criticità da risolvere con urgenza". 

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