Politica

Asili nido, il Tar annulla gli aumenti delle tariffe

Il Tar del Lazio li ha annullati confermando la sospensiva e accogliendo il ricorso contro la decisione del Campidoglio promosso da oltre 200 famiglie e da alcune associazioni

Stop agli aumenti delle tariffe degli asili nido capitolini per l'anno 2014-2015. Il Tar del Lazio li ha annullati confermando la sospensiva e accogliendo il ricorso contro la decisione del Campidoglio promosso da oltre 200 famiglie, dal Forum delle associazioni famigliari del Lazio e dall'Age, con la successiva adesione del Codacons. Tra i principali punti di opposizione il fatto che le modifiche alle tariffe sono state approvate nel bilancio di previsione 2014 approvato il 1 agosto quindi a iscrizioni già avvenute.

"Questa è la vittoria di Davide contro Golia. Le famiglie hanno dimostrato che compatte e concrete possono vincere contro tutti, anche contro le ingiustizie di un sindaco che non ha a cuore le sorti delle famiglie della sua città” esulta Gianluigi De Palo, capogruppo di Cittadini X Roma, organizzatore della manifestazione dei passeggini in Campidoglio e promotore del ricorso al Tar insieme alle famiglie. In Aula, spiega De Palo, "sono stato preso in giro più volte dal primo cittadino che mi chiedeva dove fossero i passeggini: questa vittoria mostra quanto Marino sia lontano dalle vere priorità della città. È solo l'inizio, ora ci impegneremo a portare di nuovo le persone in piazza per una rivisitazione delle tariffe dei nidi, che così com'è stata concepita da settembre metterà in difficoltà chiunque abbia un figlio al nido".

Ecco la risposta dell'assessore alla Scuola Paolo Masini: “Le sentenze non si commentano e questo vale anche per la sentenza del Tar sulle tariffe degli asili nido. Ci preme, però, sottolineare che il lavoro improntato alla qualità e al rigore che questa amministrazione ha avviato sul settore educativo prosegue. Come più volte ricordato in questi mesi la tariffa media mensile del servizio nido è rimasta invariata per molti anni, e risulta essere la più bassa tra quelle applicate dalle altre grandi città italiane. Un maggiore contributo in senso progressivo da parte di chi può permettersi di pagare di più va nella direzione di garantire la centralità nel pubblico dei servizi educativi e scolatici per tutti, ed è importante che questo principio, espresso anche nella nostra Costituzione, resti tale. Proseguiremo la lotta alle inefficienze e agli sprechi, e continueremo sulla strada del confronto con i protagonisti del settore scolastico e con le famiglie, così come fatto in queste settimane”.

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