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L'accesso alla metro non è per tutti: il disastro di ascensori e scale mobili di Atac

I Verdi lanciano il dossier “Atac Im-mobilità: un labirinto tra guasti e malfunzionamenti”

Ascensori assenti, scale mobili fuori servizio, servoscale inutilizzabili. Rimane complicato l’accesso in banchina nelle stazioni metropolitane di Roma. Un problema che finisce per penalizzare soprattutto gli utenti più deboli, con difficoltà di deambulazione.

Il dossier dei Verdi

Il tema dell’accessibilità al servizio metropolitano è riassunto nei numeri contenuti nel dossier “Atac Im-mobilità: un labirinto tra guasti e malfunzionamenti”. E’ stato curato e lanciato dai Verdi di Roma, durante un flash mob inscenato nella mattinata del 18 maggio. E mette a nudo una serie di disservizi che per alcuni passeggeri rappresentano un disagio. Ma per altri, impossibilitati a spostarsi con la stessa facilità,  finiscono per trasformarsi in vere e proprie barriere architettoniche.

Le carenze d'impianti

Si parte dalle carenze infastrutturali con cui, da anni, gli utenti delle metro fanno i conti. Dalla panoramica fatta dai Verdi, emerge che sulla Linea A, solo il 48% delle stazioni possiede accessori, il 52% dispone di servoscale e ben 4 stazioni non può vantare nè l’uno nè l’altro servizio (S.Giovanni, Barberini,Vittorio Emanuele e Repubblica). Il quadro, relativamente alla presenza di ascensori, migliora invece nella metro B dove sono presenti in 19 stazioni su 22. 

La manutenzione ordinaria

Il dossier, oltre a censire quali sono gli impianti presenti nelle varie stazioni, offre ineressanti informazioni, seppure non aggiornate in tempo reale, dei vari disservizi. Per la loro sostituzione o perchè semplicemente sono guasti e restano fuori uso. “Purtroppo al di là degli interventi più costosi e delle carenze strutturali, è venuta meno anche la manutenzione ordinaria. Ad esempio, laddove sono presenti i servoscala, gli utenti che dovrebbero beneficiarne non trovano il personale pronto a rispondere alla chiamata” ha sottolineato Simona Ficcardi, l’ex consigliera pentastellata approdata nel gruppo capitolino dei Verdi. Per non parlare della quantità di guasti riscontrati che finiscono per restituire un'immagine poco attenta ai bisogni degli utenti più deboli. 

Una scarsa sensibilità

 “Questa mattina abbiamo tenuto una commissione congiunta dedicata al tema dell’accessibilità ai trasporti pubblici per le persone con disabilità. E’ la seconda volta che viene convocata in cinque anni di mandato e già questo - ha rimarcato Ficcardi -  testimonia quale sia l’attenzione del Comune alla tematica. Ma d'altra parte i disservizi non riguardano solo le persone disabili. I ritardi negli interventi manutentivi, sommandosi alle carenze nell'impiantistica, penalizzano anche i genitori con i passeggini”.

Un lungo elenco di disservizi

L’elenco dei disservizi riscontrati al 1 aprile 2021, presenti nel dossier, è lungo. Si va, solo a titolo esemplificativo,  dalle scale mobili e dal montascale che alla stazione Flaminio non sono attivi, alle scale mobilità fuori servizio della stazione Cornelia. Sul fronte della linea B agli ascensori fuori servizi, ad esempio a Palasport,  si sommano le scala mobile ed i montascale guasti di Colosseo. Si tratta di esempi che peraltro rappresentano una fotografia del sistema di “traslazione” delle metropolitane aggiornata al primo aprile 2021. Lo scenario potrebbe aver subito, pertanto dei cambiamenti. Non muta però la considerazione finale del dossier.

Una mobilità inaccessibile

“Roma Capitale e la sua partecipata ATAC non sono riuscite, negli ultimi anni, a limitare i disservizi ed a garantire un servizio di traslazione adeguato alle necessità dei passeggeri”. Soprattutto per coloro che faticano a deambulare. Per loro “la presenza di ascensori e scale mobili funzionanti è la precondizione per poter esercitare il diritto alla mobilità”. 


 

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