Politica Piazza del Campidoglio

Limiti e divieti agli artisti di strada: la protesta in Campidoglio

Le motivazioni che hanno portato decine di giocolieri, musicisti e acrobati a manifestare il loro dissenso in piazza del Campidolgio contro la normativa del Comune di Roma che limiterebbe le loro attività

Artisti di Strada in piazza del Campidoglio il 2 aprile 2012

Un limite alle radici della tradizione culturale popolare romana. Una penalizzazione della socialità sana della città a favore di spacciatori e venditori di falsi bisogni. Queste alcune delle motivazioni che hanno portato ieri un centinaio di artisti di strada a manifestare il loro disappunto in piazza del Campidoglio contro l’approvazione della delibera 101/2011. Proposta dell’assessore alla Cultura del Comune di Roma che dovrebbe regolamentare in modo ferreo le attività in strada di artisti, giocolieri, musicisti e saltimbanchi.

ARTISTI IN PIAZZA: Delibera 101 argomentata ieri in Assemblea Capitolina dall’assessore alla Cultura Dino Gasperini, dinanzi ad una rappresentanza di artisti di strada saliti in Aula Giulio Cesare ad ascoltare le decisioni sul loro futuro. Saltimbanchi che nel primo pomeriggio hanno affollato piazza del Campidoglio, per esprimere il loro ‘no’ alla delibera. “In un momento di precarietà come questo ci tolgono la possibilità di lavorare onestamente per strada - le parole di Monica, acrobata aerea Argentina in Italia da setta anni -. Una città senza cultura è una città senza anima. Una strada dove c’è solo consumo non è una città genuina. Più limiti l’espressività più dai vita al consumo. Parliamo di spazi liberi e comuni senza considerare che l’arte di strada è una risorsa”.

- CULTURA + PAURA: Arte di strada come risorsa anche per Gigi, musicista e giocoliere romano che spiega le motivazioni della sua protesta: “E’ assurdo che una Capitale come Roma che dovrebbe fare tanto per la cultura faccia al contrario sempre di meno, l’arte di strada è una risorsa che alla politica non costa niente. Questa delibera ci taglia le gambe, viviamo in una città militarizzata, nella quale si porta avanti solamente una politica della sicurezza mentre sulla cultura non si muove niente. Il nodo è proprio questo: investire sull’arte di strada significa investire nella cultura dello stare insieme, nella cultura sociale per non permettere ai cittadini di chiudersi in casa con il catenaccio per la paura che ci vogliono imporre”.



CORSI E RICORSI STORICI: Regolamentazione del Comune di Roma che dovrebbe prendere il posto della norma vigente approvata dalla giunta del sindaco Rutelli nel 2001. Limitazione alle attività degli artisti di strada sulla quale è d’accordo Jacopo, giocoliere romano, ma nei limiti del possibile: “Il problema di queste limitazioni è che si permetterà di lavorare in strada a molti finti mimi. Tutti i musicisti, i giocolieri e gli artisti che lavorano a cerchio radunando un pubblico e quindi intrattenendolo, sono limitati, non possono più usare il fuoco e l’amplificazione. Già la liberatoria del 2001 non era il massimo, adesso vogliono restringere ancora di più ed il risultato sarà che non rimarrà più niente. La maggior parte di noi hanno famiglia, io sono sposato e questo è il mio lavoro. Delle limitazioni del genere in un periodo di crisi come questo sono la nostra fine. Roma è stata la prima città nel 450 a.C a fare una legge contro gli artisti di strada per motivi politici. Oggi a piazza Navona, duemila anni dopo, siamo da capo a dodici. Esistono disegni del 1500 con giocolieri in piazza Navona. Nel 1812, precisamente 200 anni fa, hanno giustiziato Angelo D’Amico, artista di strada perchè si era esibito in piazza. Nel 2012 penso sia un segno di civiltà regolamentare la nostra attività, ma lasciandola accessibile. Un conto è regolamentare ed un conto è limitare così tanto. Sulla regolamentazione sono d’accordo, è giusto, siamo professionisti e vogliamo lavorare, ma bisogna trovare un giusto compromesso”.

COORDINAMENTO ARTISTI DI STRADA: Voce degli artisti di strada rappresentata in parte del COORAS (Coordinamento Romano Artisti di Strada) che per voce di Costantino Pucci del Ponentino Trio, spiega le motivazioni della protesta alla delibera 101: “Con questa delibera ci sarebbe un taglio drastico alle possibilità di esercitare l’arte di strada. Ci sono limitazioni orarie, di luogo, hanno indicato delle fasce orarie con 4 ore al giorno, due al mattino e due al pomeriggio ed in alcune posti come piazza Navona ci dovrebbero essere solo due punti dove poter fare lo spettacolo. Una regolamentazione che riguarda diverse piazze e strade del centro storico. Il principio cardine di tutta le delibera sancisce la possibilità per il residente di allontanare l’artista se si sente disturbato dallo spettacolo. Un principio ascrivibile ad un’ottica più ampia che prevede la svendita del pubblico al privato. Con questa delibera svendono il diritto alla libera espressione delle piazze e delle strade pubbliche di Roma ai proprietari delle casa. C’è un termine giuridico che dà ai residenti il diritto di non essere disturbati. Ci sono delle leggi nazionali che quantificano le misure sonore, mentre il disturbo generico che viene indicato nella delibera è personale e soggettivo. Non sono indicati i termini del disturbo che potrebbe essere anche relativo al mio atteggiamento, al mio costume, e a quello che dico, insomma alle mie convinzioni politiche e religiose. Come COORAS abbiamo dato il nostro assenso all’accettazione di queste limitazioni se avessero avuto un minimo di dignità. Una cosa inaccettabile che non solo penalizza gli artisti di strada ma le centinaia di migliaia di romani e turisti che ogni giorno possono godere di uno spettacolo che esalta la socialità e la voglia di strara in strada insieme. La nostra categoria non di arricchisce con questa arte, al massimo vive a stento. Le piazze quando sono occupate dagli spettacoli non sono occupate dagli spacciatori, perchè l’ambiente che si crea è del tutto diverso. Qual’è l’obiettivo della Giunta Alemanno? Tutelare la socialità o tutelare gli interessi particolari di una parte che veramente non ha nulla a che fare con la socializzazione?”.

 

 

 

 

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