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Regione, in Consiglio la richiesta di modifica al decreto Lupi. Lombardi: "L'iscrizione all'anagrafe è un diritto"

Approvato l'ordine del giorno a prima firma della consigliera pentastellata: "La Giunta Zingaretti apra interlocuzione con il Governo"

Abrogare l’articolo 5 del Piano casa del Governo Renzi che impedisce a quanti occupano un immobile di ottenere la residenze e, di conseguenza, di avere accesso alle utenze e ai servizi collegati. ? questo il contenuto dell’ordine del giorno approvato ieri in consiglio regionale alla Pisana, che porta la prima firma della capogruppo del M5S Roberta Lombardi e sottoscritto anche da Marta Bonafoni della lista civica Zingaretti.

L’odg “impegna la Giunta ad avviare un’interlocuzione diretta con il Governo nazionale, affinchè, in tempi brevi, avvii una riforma del Decreto sull’emergenza abiativa del Governo Renzi, abrogando il famigerato articolo 5 sulla “lotta all’occupazione abusiva di immobili’”. Il motivo: “Nelle sue parti è negato il diritto/dovere alla residenza e all’allacciamento alle utenze dei pubblici servizi a coloro che, solo ed sclusivamente per necessità,  hanno dovuto occupare un alloggio pubblico, per vedere risolta la propria condizione abitativa emergenziale”.

L'articolo 5 è da tempo nel mirino dei movimenti per il diritto all'abitare e delle realtà sociali che si occupano di politiche abitative. Anche la regolarizzazione amministrativa per gli occupanti delle case popolari messa in campo recentemente dalla Regione Lazio assume come limite temporale per la sanatoria il maggio del 2014, data di approvazione della legge.

L’iscrizione all’anagrafe, continua Lombardi, “costituisce un diritto ed un dovere per ogni cittadino, italiano o straniero che soggiorna regolarmente sul nostro territorio. Un principio sancito non solo dal Consiglio di Stato ma anche, ultimamente,  dai Supremi giudici della Consulta che hanno definito incostituzionale  la norma contenuta nel primo Decreto Sicurezza, con la quale si vietava l'iscrizione all'anagrafe dei richiedenti asilo”, spiega. “Si tratta di un punto di partenza fondamentale per garantire a tutti, e ancor più ai minori, l’accesso a servizi basilari come l’istruzione, la sanità, il ricorso ai servizi sociali e il diritto ad avere una casa”.
Per Lombardi “il Decreto Legge del 2014 per l’emergenza abitativa, ha aggravato la situazione , perchè contenente una visione poco lungimirante che non guardava all’allargamento dell’offerta di alloggi a canone sociale, ad uno stop delle alienazioni del patrimonio residenziale pubblico e degli enti previdenziali, né al finanziamento di un nuovo programma nazionale decennale di edilizia residenziale pubblica, tantomeno  all’aumento di fondi a tutela dei nuclei familiari in difficoltà sottoposti a provvedimenti di sfratto o per il pagamento dei mutui o dei canoni di locazione. Il contrasto all’occupazione abusiva va perseguito, ma non vanno lasciati a se stessi i più fragili”.  

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