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Una strada poderale. Foto Pixabay

Una strada poderale. Foto Pixabay

Arsial pronta a cedere strade ed acquedotti: "Loro gestione è diventata anacronistica"

L’ente regionale vuole rinunciare alle strade poderali: “Sono diventate vie che hanno un flusso di carico che non è più quello degli anni 50”

Valorizzare le realtà produttive in stato di abbandono, passando anche per la rinuncia ad alcune infrastrutture. Arsial, l’agenzia che promuove il sistema agricolo e agro industriale del Lazio,  ha deciso d’investire le proprie risorse su una complessiva riorganizzazione del proprio patrimonio.

La strategia di Arsial

Uno dei passaggi necessari, nell’ottica di questa trasformazione, riguarda l’intenzione di lasciare la gestione d’infrastrutture come gli acquedotti e le strade.  "Il vero tema sul patrimonio – ha spiegato Mario Ciarla, dallo scorso ottobre numero uno dell’ente regionale - è discernere tra ciò che è strategico rispetto a una funzione utile per il tessuto agricolo e produttivo del Lazio, rispetto a ciò che nel XXI secolo è anacronistico, inutile e quindi dannoso che Arsial detenga”.

Al passo con i tempi

Le strade che gestisce Arsial, sono essenzialmente vie di comunicazione che erano originariamente servite per collegare tessuti scarsamente antropizzati. Contesti agricoli o piccoli centri che, con il tempo, hanno però finito per urbanizzarsi. E di conseguenza “nel corso degli ultimi 70 anni” ha rimarcato il presidente di Arsial, la loro funzione “è totalmente cambiata”.

Le strade poderali

“Magari, con l'urbanizzazione che c'è stata, alcune strade poderali sono diventate vie che hanno un flusso di carico che non è certo quello degli anni '50 e quindi ed è  antistorico che questa gestione sia fatta da un'Agenzia che si occupa di Sviluppo e innovazione nell'agricoltura". Cedere queste strade ad enti che se ne possano prendere carico, produrrebbe due vantaggi. Migliorerebbe la loro manutenzione, ordinaria e straordinaria, con tutte le intuibili ricadute positive per gli utenti che le percorrono. Ed al tempo stesso l’operazione finirebbe per liberare Arsial da gravami economici. 

Asset su cui investire

Non doversi prendere cura di acquedotti e delle strade poderali, significa per Arsial risparmiare risorse finanziarie che possono così essere investite per terreni e stabilimenti, oggi in una condizione di abbandono, “che devono essere rimessi dentro un tessuto produttivo” ha ricordato Ciarla. In questo consiste l’intenzione di discerne ciò che è strategico per l’ente, e quindi per il rilancio dell’agricoltura nel Lazio, da ciò che non lo è più. Com’è nel caso delle strade poderali. Affidare la loro gestione ad un’altra realtà, in quest’ottica, potrebbe avere conseguenze positive per tutto il settore agricolo ed agro industriale della Regione.
 

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